RICCIONE. I carabinieri hanno individuato il ladro che nella notte dello scorso 14 ottobre aveva derubato un distributore a Riccione. Era un parente dei titolari. Il furto era stato notato da un dipendente che la mattina dopo aveva trovato 115 euro a terra e la colonnina del self service vuota. Bisognava capire cosa era stato fatto perché sulla colonnina non risultavano segni di forzatura. Proprio dalle telecamere, i carabinieri hanno constatato che un uomo, alle 3,30 di quel 14 ottobre, era giunto sulla scena del crimine e che, utilizzando apposite chiavi, aveva aperto la colonnina della distribuzione automatica e aveva trafugato l’intero incasso, ammontante a 7.025 euro.

Sono così immediatamente scattate indagini mirate all’identificazione dell’uomo, sin da subito apparso non proprio un ragazzino, attesa l’andatura e la corporatura per come immortalate nelle immagini. Da qui gli investigatori sono riusciti a ricollegare l’apparizione dell’uomo con il precedente transito di un’autovettura Nissan Micra che, proveniente da corso Fratelli Cervi, veniva inquadrata poco prima dalle stesse telecamere. Dopo il colpo e la fuga del ladro, invece, la stessa macchina veniva nuovamente immortalata mentre percorreva lo stesso tratto di strada in senso opposto. Risaliti alla targa dell’autovettura, i carabinieri sono riusciti facilmente a risalire al proprietario della macchina e a scoprire che la donna a cui il veicolo è intestato, era parente dei titolare del distributore di benzina. Proprio il rapporto di parentela con la proprietaria del veicolo ha poi indotto gli inquirenti a ritenere che l’autore del furto dovesse necessariamente appartenere alla cerchia di parenti che più facilmente sarebbero potuti entrare in possesso delle chiavi delle colonnine self. Ed infatti, successivamente controllato, il marito dell’intestataria della Nissan Micra, è risultato perfettamente corrispondente, per corporatura e movenze, al ladro impresso nelle immagini dalle telecamere. Ad incastrare l’uomo, inoltre, è stato il ritrovamento degli abiti utilizzati nel corso del furto, di cui questi aveva tentato di disfarsi gettandoli in un bidone dell’immondizia in via Bruno Baroni a Rimini, dove si era riscontrata una sosta della Micra poco dopo la commissione del furto. L’uomo, incensurato, ha confessato giustificandosi di aver agito per vecchie acredini con i parenti titolari del distributore.   

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