Una pattuglia dei carabinieri

RIMINI. Il giudice ha convalidato l’arresto di due persone, un 31enne e un 30enne, e il fermo di un 32enne, i tre albanesi sospettati di fare parte della stessa banda di ladri di appartamenti che nelle scorse settimane ha imperversato tra Rimini e San Marino, mettendo a segno – secondo le ipotesi dei carabinieri di Riccione – diversi colpi. Per ora rispondono solo dell’ultimo furto che è costato loro le manette, ai danni di una famiglia di Savignano. Intercettati da una pattuglia del reparto operativo (erano tenuti d’occhio da qualche tempo) i tre erano stati catturati in momenti diversi nel corso della stessa notte. Il 31enne e il 30enne davanti al giudice si sono avvalsi della facoltà di non rispondere (entrambi sono difesi dall’avvocato Giuliano Renzi).

Identica scelta processuale è stata fatta anche dal 32enne, difeso dall’avvocato Tiziana Casali. Come dichiarazione spontanea ha voluto far mettere a verbale soltanto una singola frase: «Io non c’entro niente». Era stato fermato in un secondo momento rispetto agli altri in un’abitazione del centro di Rimini di proprietà di un’amica. Dopo la convalida i carabinieri attraverso il comandante – capitano Luca Colombari – hanno illustrato alcuni dettagli dell’operazione che ha portato alla cattura della banda, difficile da sgominare per gli accorgimenti e i legami di parentela che la rendevano “impermeabile”. È stato sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalla Gendarmeria di San Marino nell’individuazione di uno dei sospetti e per l’esito dell’inchiesta.

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