Resistenza agli antibiotici: ogni anno 700mila morti

A furia di prendere gli antibiotici i batteri capiscono il “trucco”, si rafforzano, e quello che è sempre stato un farmaco d’uso comune diventa sempre più inutile. I numeri fanno una fotografia implacabile: ogni anno, nel mondo, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ci sono 700 mila persone che muoiono a causa di batteri che diventano “super-potenti”. La situazione non è da sottovalutare neanche in Europa: nei Paesi Ue a perdere la vita per questa stessa ragione sono 33mila persone ogni anno, di cui più di 10mila solo in Italia, che ha numeri molto più alti della media del continente. La causa è una sola: l’eccessivo consumo e inappropriato di questo genere di farmaci. Una pratica che è presente sia tra gli esseri umani sia nella sanità veterinaria, tanto che sempre di più sono i casi di allevamenti che scelgono strade alternative diventando “antibiotic free”. Secondo i numeri della Sorveglianza nazionale dell’antibiotico resistenza dell’Istituto superiore di sanità (e che risalgono al 2019), la capacità di resistenza degli Escherichia coli (un comune batterio intestinale responsabile di sepsi e infezioni del tratto urinario) contro le cefalosporine è risultata intorno al 30%.

Questo stesso batterio ha ridotto la sua forza, però, contro i fluorochinoloni (è passata dal 44,5% del 2015 al 40,7% del 2019). Si rafforza la klebisella pneumoniae (patogeno che colonizza l’apparato gastrointestinale e il tratto respiratorio superiore) contro il suo nemico numero uno: i carbapenemi, passando dal 26,8% di “superbatteri” al 28,5% del 2019. Cresce anche lo Stafilococco aureo, responsabile di polmoniti, meningiti, endocarditi. La percentuale di quelli resistenti alla meticillina aumenta arrivando al 35,6% rispetto al 2018, quando era al 33,9%. L’Emilia-Romagna è però tra le Regioni più virtuose nella lotta contro la resistenza agli antibiotici. Basti pensare che per la Mrsa (quindi, per i casi di Stafilococco aureo resistente alla meticillina), la percentuale di resistenza è di 28,8%, a fronte di Regioni di gran lunga messe peggio: Lazio (51%), Molise e Sicilia (46,4%), Liguria (42,1%), Campania (39,3%). All’attività di sorveglianza ha partecipato anche il laboratorio unico del Centro servizi dell’Ausl della Romagna di Cesena.

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