Reddito di cittadinanza: in Romagna è fuggita la metà dei “navigator”

Gran parte dei navigator assunti per aiutare i percettori di reddito di cittadinanza a trovare lavoro sono fuggiti. E se, come previsto dal governo, i contratti di quelli rimasti non verranno rinnovati questo risulterà un danno per le politiche attive del lavoro perché al momento non si hanno soluzioni su come rimpiazzare la loro attività.

Le assunzioni dei navigator in Emilia Romagna risalgono a fine luglio 2019. In Romagna sono al momento solo 22 quelli in attività, contro i 41 inizialmente selezionati. Nella provincia di Ravenna erano infatti inizialmente occupati 14 navigator e ad oggi ne sono rimasti in forze 5. Anche nel territorio di Forlì-Cesena ne erano stati assunti 14 e ad oggi sono 10. Passando al Riminese, la quota iniziale di navigator era di 13 e a scadenza di contratto ora ce ne sono solo 7. Nella fattispecie, dividendo il personale per i Centri per l’Impiego di riferimento, al momento ce ne sono al lavoro due su Ravenna, uno a Faenza, due a Lugo, cinque a Forlì, due a Cesena, tre a Savignano sul Rubicone, quattro a Rimini e tre a Riccione.

Ora la parola d’ordine è indeterminatezza. Non tanto perché i contratti con cui erano stati assunti i navigator erano a termine, non solo per l’incertezza sul futuro del servizio. Ma ad essere nebulosa è anche una misurabilità dell’efficacia della funzione finora svolta. A descrivere la genesi romagnola dell’attività dei navigator è la referente locale di Anpal Servizi Spa, Simona Mantovani, che ricorda come la realtà di cui lei è rappresentante aveva «sottoscritto una Convenzione con la Regione il 15 luglio 2019. Il documento declina tutte le attività che i navigator svolgono in assistenza tecnica ai Centri per l’impiego regionali». Ma molta della pianificazione è stata squassata dalla pandemia: «A partire dal lockdown, nel marzo 2020, fino a luglio 2020 c’è stata una sospensione normativa delle politiche attive e di conseguenza i servizi si sono caratterizzati da un esclusivo ricorso a modalità on line». É la stessa Mantovani a ricordare come «per non sospendere i servizi, la Regione si è dotata di strumenti che consentissero alle persone di essere assistite e supportate a distanza. Su questo specifico punto i navigator si sono molto spesi, erogando “formazioni” telefoniche ai cittadini perché capissero l’uso di questi strumenti come per esempio la firma digitale. Perché il servizio – ricorda la referente di Anpal – non è solo la ricerca del lavoro, ma prima di tutto orientamento, formazione e indirizzo ai colloqui di lavoro». Solo dopo (sostanzialmente nell’estate appena trascorsa) è stato possibile passare al ritorno ad una modalità totalmente “fisica” di gestione del servizio. Per un bilancio complessivo Mantovani rimanda «all’approfondita analisi compiuta Ministero del Lavoro dal Comitato Scientifico presieduto dalla professoressa Saraceno», che però non riporta numeri scorporati sulle assunzioni avvenute a seguito del lavoro compiuto dai navigator: «É un dato difficilmente riconducibile, perché rientrano tutte nell’ambito generale delle statistiche sulla nuova occupazione. In Emilia Romagna siamo però riusciti a svolgere un ottimo lavoro», conclude la responsabile locale di Anpal Servizi. Ed in effetti ad essere preoccupato sul contesto futuro è il dirigente dell’Agenzia regionale per il Lavoro, Andrea Panzavolta, che dichiara «l’oggettiva difficoltà» nel prefigurare una gestione futura «anche considerando la situazione non solo dei percettori di reddito di cittadinanza, ma anche dei numerosi beneficiari di Naspi. A livello regionale si prevede l’assunzione di 60 persone nei centri per l’impiego, ma difficilmente potranno bastare».

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