Recidiva e patenti ritirate in aumento per smartphone e cinture

Nella provincia di Forlì-Cesena aumentano nell’ultimo anno di analisi le sospensioni della patente per due serie di recidive: l’omesso uso della cintura di sicurezza ha un andamento altalenante, ma rispetto ai dati del 2019 ha avuto un aumento considerevole, pari al 225%, passando da 24 casi nel 2019 a 54 nel 2020. È in costante crescita, poi, ma in misura scarsa rispetto alla reale infrazione a cui assistiamo tutti quotidianamente, la rilevazione dell’uso del cellulare durante la guida, cresciuta del 37,5% nel 2020 (22) rispetto al 2019 (16).

Sono i dati messi a disposizione in queste ore dall’osservatorio per l’educazione e la sicurezza stradale presieduto da Mauro Sorbi.

In generale la prima causa o concausa dell’incidentalità è la distrazione alla guida e i dati relativi a questa ultima infrazione sono sicuramente sottostimati rispetto alla realtà.

«Le Forze dell’Ordine hanno una difficoltà oggettiva nel rilevare incontrovertibilmente l’uso del cellulare durante la guida – spiegano dall’osservatorio – I numeri riportati sono bassissimi, pur essendo a conoscenza di tutti che questo comportamento è causa o concausa accertata dell’81% dell’incidentalità totale».

La sospensione della patente avviene solamente in caso di recidiva nel biennio: «Un’arma veramente spuntata in considerazione di quanto sta avvenendo oggi. È quindi improcrastinabile l’annunciata variazione al Codice della Strada che preveda il ritiro della patente alla prima infrazione. Pur restando molto problematico il fatto di dover sorprendere in flagranza di reato chi commette questa violazione. Sarebbe opportuno che venisse concesso alle Forze dell’Ordine la legittimità dell’utilizzo dei dispositivi fotografici».

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