Ravenna, medico contro vaccini e mascherine ricoverato per covid

Intervistato un mese fa da un settimanale locale, le sue parole avevano sollevato perplessità e polemiche tra i camici bianchi ravennati. D’altronde il fatto che un medico criticasse pubblicamente l’utilizzo delle mascherine («così come le usano i cittadini, sono solo una fonte d’infezione. L’organismo cerca di eliminare ciò che non vuole, così invece reintegriamo in parte ciò che con l’espirazione scartiamo, cioè l’anidride carbonica) ed esprimesse perplessità sui vaccini («non mi fido perché manca la cosiddetta fase 3, quella della sperimentazione») non era passato inosservato. Ora però quel medico è ricoverato nel reparto di malattie infettive proprio perché positivo al coronavirus. Il professionista si trova all’ospedale da sabato scorso. Sarà l’indagine epidemiologica in corso da parte dell’Igiene pubblica dell’Ausl Romagna a cercare di capire come e da chi possa eventualmente aver contratto il covid, ma c’è apprensione anche tra i suoi assistiti: 200 le persone da tracciare.

Pur rigettando l’etichetta di medico “no vax” o “negazionista”, aveva espresso le proprie critiche sulle modalità di affrontare la malattia. D’altronde, aveva affermato, il suo favore per i vaccini era limitato alle patologie «che non hanno una cura, come ad esempio il tetano o la poliomielite», mentre il Covid a suo dire «si può curare e anche senza troppi costi». Come? «Con l’aspirina fin dai primi sintomi, con cortisone e idrossiclorochina. E poi antibiotici, macrolidi (zinco), vitamina C, eparine a basso peso molecolare». E a riprova del suo agire, aveva citato dei dati: su oltre 1.500 pazienti dei suoi ambulatori, stimava almeno «una trentina di sintomatici positivi, tutti guariti con le cure sopra citate». Invece quelli andati in ospedale a suo dire non erano tornati, a causa di altre gravi patologie o per infezioni (covid o di altra natura nosocomiale) sopravvenute in corsia. Una voce fuori dal coro, senza dubbio, che alla domanda del giornalista se avesse contratto il covid aveva risposto: «Non saprei, mi sono sempre sentito bene, pur a contatto con pazienti positivi. Sarà perché prendo una aspirinetta tutti i giorni». Da sabato però ha avuto la conferma di essere stato contagiato. E i colleghi che lo hanno in cura pare abbiano somministrato una terapia farmacologica diversa.

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