Un unico soggetto ‘forte’ dedicato alla prevenzione e anche alla ricostruzione, per fare il più possibile “da soli”. Dopo le alluvioni del 2023 e del 2024 la Regione Emilia-Romagna riforma la propria Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, che sarà il braccio operativo anche per gestire l’investimento di un miliardo di euro messo in campo dal Governo nazionale.
Presentata oggi dal presidente Michele de Pascale, la riorganizzazione della Agenzia prevede sei diversi settori, due dei quali nuovi: il settore post-emergenza e ricostruzione da una parte e dall’altro il settore progetti speciali, che si occuperà appunto di tutte le opere strategiche per la riduzione del rischio da realizzare dopo le grandi alluvioni degli anni scorsi.
“Arrivano le forze speciali”, la dice in battuta de Pascale. “Parliamo di territori - afferma - che dovranno gestire opere enormi, questo dovrà accadere senza interferire con la gestione ordinaria”. Il prossimo passaggio sarà ora adeguare la legge regionale sulla protezione civile, “che aiuti anche il sistema dei Comuni e del volontariato a rafforzarsi. L’obiettivo, senza offendere nessuno - conclude poi il governatore - è essere più autosufficienti possibile. Perchè le opere da Roma si fa fatica a farle”. De Pascale non intende fare polemiche: col commissario Fabrizio Curcio “lavoriamo bene”, assicura, ma nella fase di ricostruzione “il sistema è andato oggettivamente in crisi” e le varie agenzie statali coinvolte nei lavori “sono in difficoltà oggettiva, perché questo mestiere non l’hanno mai fatto. Bisogna avere veramente gli stivali sul campo e quindi oggi stiamo anche pensando alcune opere di riprenderle”.