Tre mesi in crescita e uno in frenata: la stagione turistica 2026 di Ravenna e dei lidi si chiude con un segno più, nonostante un mese di agosto un po’ piatto. La vera sfida viene dopo: finita l’alta stagione, la città fatica a restare nel radar dei turisti e chi lavora nell’accoglienza lo sa bene.
«L’estate nella città d’arte faceva ben sperare: maggio, giugno e luglio abbiamo avuto un incremento del fatturato rispetto all’anno scorso. Sorprendentemente anche giugno è andato a crescere, nonostante sia il mese in cui finisce la scuola e ci sia un po’ meno movimento», racconta Raffaele Calisesi, presidente di Federalberghi Ravenna.
Il punto debole è stato agosto: «Nel complesso, il mese ha tenuto sia nella città d’arte sia nei lidi. Le giornate di Ferragosto – il 14 e 15 – sono state molto positive, mentre la settimana che si è conclusa domenica scorsa è stata a intermittenza. La domanda si era ridotta in modo sostanziale e, per riempire le strutture, molti albergatori hanno abbassato le tariffe e sono riusciti così a intercettare i turisti last minute», spiega Calisesi. Sommando la buona performance di Ferragosto a quella più piatta della settimana successiva, il saldo finale è in pareggio.
I crocieristi
A salvare i conti sono stati i crocieristi. «Meno male che ci sono le crociere. Quest’anno sono state il nostro toccasana. Ci hanno aiutato a far quadrare i conti», commenta.
Quest’estate, però, qualcosa è cambiato: «L’anno scorso la maggior parte si fermava in albergo prima dell’imbarco, di solito la notte prima. Quest’anno invece abbiamo avuto anche molti passeggeri che, dopo essere sbarcati, si trattenevano a Ravenna e alloggiavano per uno o due giorni».
Il rovescio della medaglia rimane il resto dell’anno, che scorre senza il traino del comparto crocieristico. «I crocieristi ci sono 5-6 mesi l’anno. E per il resto dell’anno?» si chiede Calisesi.
La comunicazione turistica
Qui sta il nodo vero: Ravenna ha i mosaici, il patrimonio Unesco, la costa, il porto, ma non riesce, al momento, a trasformare tutto questo in flussi turistici distribuiti lungo l’anno.
La chiave per destagionalizzare il turismo starebbe nella comunicazione: «Comunicare è fondamentale: si possono organizzare tutti gli eventi che vuoi, ma senza promozione non si va lontano. E non parlo solo del settore ricettivo, ma anche di ristoranti, locali e negozi del centro che stanno soffrendo molto. Su questo punto abbiamo trovato nell’attuale amministrazione un buon interlocutore».
La giunta Barattoni ha risposto con un bando europeo per affidare a un’agenzia esterna la promozione turistica integrata del territorio: 400mila euro disponibili nel biennio 2026-2027, con l’obiettivo di trasformare il turismo ravennate da fenomeno stagionale a risorsa strutturale.
«Al momento so che il progetto è partito e che è stato già affidato a un’agenzia e, come Federalberghi, ne siamo soddisfatti. Bisogna inventarsi qualcosa per animare i mesi scarichi in città: il Buskers Festival trasforma Ferrara, qualcosa di simile potrebbe funzionare anche da noi. Per il Natale, un periodo che andrebbe un po’ movimentato, avevamo proposto l’esposizione dei presepi di sabbia in città per attirare turisti e celebrare Ravenna Capitale del Mare», conclude.