Nuovo affondo sulla sanità in Emilia-Romagna da parte di Forza Italia, che torna alla carica sui ticket non riscossi. Ad oggi ammonterebbero a più di 68 milioni di euro a livello regionale. A dirlo è il segretario regionale degli azzurri e capogruppo in Regione, Pietro Vignali, forte dei dati ottenuti dall’Assessorato. I numeri “confermano che il problema che avevamo denunciato già lo scorso anno è tutt’altro che risolto- commenta Vignali- e continua a sottrarre risorse importanti alla sanità pubblica. Se da un lato il presidente de Pascale persiste ad attribuire le difficoltà della sanità regionale all’insufficienza delle risorse finanziate dallo Stato, dall’altro la Regione da lui amministrata lascia nei cassetti decine di milioni di euro che potrebbero contribuire a finanziare servizi e prestazioni per i cittadini”. Un anno fa, ricorda il capogruppo FI, i ticket non riscossi ammontavano a 53 milioni di euro. L’aumento ad oggi sarebbe quindi di circa 15 milioni di euro. “Sono risorse che, se recuperate, potrebbero contribuire a sostenere il sistema sanitario regionale in una fase già critica”, sostiene Vignali. In aggiunta a questo, per l’azzurro è “ancora più preoccupante che nel triennio 2023-2025 le aziende sanitarie emiliano-romagnole abbiano dovuto stralciare circa 7,5 milioni di euro di crediti, somme che rischiano quindi di essere definitivamente perdute”.
I timori più forti riguardano il capoluogo. “L’Ausl di Bologna deve ancora recuperare oltre 12 milioni di euro di ticket non pagati- spiega Vignali- mentre il Policlinico Sant’Orsola presenta crediti residui per oltre otto milioni di euro”. In tutto sono circa 20 milioni, “quasi un terzo dell’intero ammontare regionale”. In Romagna, rimarca invece la deputata FI Rosaria Tassinari, l’ammanco supera i 14 milioni di euro. “Una situazione che impone una riflessione seria non soltanto sulla quantità delle risorse disponibili- sostiene l’azzurra- ma soprattutto sulla loro gestione”. Anche sulle liste d’attesa “le criticità esistono- afferma Tassinari- e altre Regioni riescono a garantire risultati sensibilmente migliori”. In Emilia-Romagna, infatti, “quasi una prima visita su quattro non rispetta i tempi di garanzia”. La deputata FI quindi rimarca: “Ai cittadini sono stati chiesti sacrifici concreti”, con l’aumento delle tasse, ma “quei sacrifici non si sono ancora tradotti in un miglioramento delle prestazioni proporzionato alle aspettative e alle necessità. È difficile spiegare ai cittadini che devono pagare più tasse per sostenere la sanità mentre decine di milioni di euro dovuti al sistema sanitario rimangono ancora da incassare”. Forza Italia chiede quindi alla Regione di “assumere un ruolo più incisivo, definendo procedure uniformi e criteri omogenei su tutto il territorio regionale per il recupero di questi crediti. Quando mancano all’appello decine di milioni di euro, e altri milioni vengono addirittura stralciati perché non più recuperabili, non si può parlare soltanto di un problema amministrativo. È una questione di buona gestione delle risorse pubbliche e di credibilità delle istituzioni”, sostiene Vignali. Per questo, la Regione “non può limitarsi a lamentare la scarsità delle risorse disponibili. Deve anche dimostrare di utilizzare al meglio e recuperare efficacemente quelle che già spettano al sistema sanitario emiliano-romagnolo”. Il Governo, con l’ultima manovra, “ha previsto un ulteriore incremento delle risorse destinate alla sanità pubblica- afferma il segretario regionale FI- prima di chiedere sempre nuovi fondi, la Regione dovrebbe dimostrare di saper recuperare e valorizzare fino all’ultimo euro già dovuto al sistema sanitario regionale”.