Romagna in fiore, il calendario da Eugemio Finardi a Irene Grandi

Ravenna
  • 10 marzo 2026

RAVENNA. Da Eugenio Finardi a Niccolò Fabi. Da Irene Grandi a Enzo Avitabile. Sono tanti gli artisti coinvolti in Romagna in Fiore. Creata da Ravenna Festival nel 2024 per i territori più duramente colpiti dall’alluvione dell’anno precedente, è già diventata uno dei segmenti di programmazione più amati e attesi dal pubblico: la rassegna ecosostenibile, diffusa e in dialogo con le comunità propone anche quest’anno, alla sua terza edizione, appuntamenti pomeridiani nei quattro fine settimana dall’1 al 24 maggio in nove località della Romagna. Si ritorna a Modigliana, Faenza, Forlì e Ravenna alla Torraccia, ma si raggiungeranno anche Fontanelice, Cotignola, Santa Sofia, Bertinoro e il Rifugio Ca’ Carnè presso Brisighella. I luoghi di spettacolo sono spazi all’aperto raggiungibili solo a piedi o in bicicletta; non ci sono né ingombranti palcoscenici né luci artificiali, in linea con la filosofia di questa speciale rassegna.

La rassegna è organizzata da Ravenna Festival con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con ATER Fondazione, Provincia di Ravenna, Provincia di Forlì-Cesena e i Comuni delle località interessate. Prevendite biglietti dalle 14 di martedì 10 marzo ingresso 5 euro alla Biglietteria del Teatro Alighieri (anche telefonicamente 0544 249244 e online su ravennafestival.org). Disponibile anche un carnet sostenitore per i nove concerti (50 euro) che include la t-shirt dell’edizione 2026.

Ecco il programma.

Venerdì 1 maggio la rassegna si apre a Fontanelice, in provincia di Bologna, presso la Torre di Fornione, massiccia e austera superstite della potenza della famiglia Alidosi, signori di Castel del Rio e Fornione. In questo territorio che deve probabilmente il nome alla presenza di antichissime fornaci di origine romana (diverse le tombe etrusche e romane rinvenute nella zona), si esibisce l’erede di una cultura altrettanto antica – il polistrumentista Davide Ambrogio si è ispirato alla tradizione orale della sua Calabria per creare un proprio linguaggio musicale originale. Il suo più recente album, Mater Nullius (Viavox, 2025) esplora l’alienazione dell’uomo moderno dalla natura e il bisogno di una rinascita umana e spirituale. L’opening act è di Laura Agnusdei, che con il suo sassofono esplora territori ibridi tra retaggi jazz, improvvisazione, composizione elettroacustica e tanto altro ancora.

Sabato 2 maggio la destinazione è Cotignola, per la precisione quell’Arena delle Balle di Paglia che è l’unico anfiteatro di paglia della Romagna, spazio effimero che da anni ospita concerti, teatro, narrazioni, land-art, esplorazioni e incontri poetici. Là ci attende la Bandabardò, il gruppo fiorentino che si autodefinisce il più “scatenato, appassionante, roboante e colorato” gruppo folk italiano in attività – una descrizione che si sono pienamente guadagnati in trent’anni in cui la dimensione live l’ha sempre fatta da padrone, determinando una ricchezza sonora esplosiva e trascinante.

Domenica 3 maggio il concentrato di energia ed emozioni che sempre accompagna le esibizioni del Canzoniere Grecanico Salentino, ingranaggio fondamentale della Notte della Taranta che da oltre cinquant’anni contribuisce a preservare e rinnovare la cultura popolare del Salento, visita la foresta di Montebello, presso Modigliana. Nata negli anni Cinquanta come parte integrante di un programma nazionale di rimboschimento, la riserva è un polmone verde popolato anche di piante inaspettate: cedri e pini da tutti il mondo, larici giapponesi, cipressi dell’Arizona, rarità come il pino bruzio...una sorta di giardino botanico forestale a pochi passi dal Monte della Chioda.

Sabato 9 maggio si ritorna a Faenza, celeberrima capitale delle ceramiche, presso Castel Raniero, dove fra il 1926 e il 1932 fu creata una colonia elioterapica e che oggi è “casa” dell’ormai storico festival folk La Musica nelle Aie. In scena c’è Motta, uno dei cantautori chiave della generazione millennial e una delle voci più riconoscibili della nuova canzone d’autore italiana sin da quando, dieci anni fa, ha pubblicato l’album La fine dei vent’anni, perfetto esordio solista che già sapeva calibrare anima rock, scrittura introspettiva e melodia pop (non a caso ottenne la Targa Tenco come miglior opera prima).

Domenica 10 maggio l’appuntamento è con Enzo Avitabile, musicista di lungo corso che ha veleggiato dal pop ai ritmi afroamericani, dalla musica antica della pastellessa e della zeza al canto sacro, attraverso innumerevoli collaborazioni che includono anche James Brown, Tina Turner e Pino Daniele. La scena è quella del Parco fluviale Giorgio Zanniboni a Santa Sofia, la zona verde lungo il fiume Bidente popolata di sculture e installazioni che si integrano con il paesaggio e la storia del territorio, facendo dialogare arte e ambiente. In questo caso l’opening act è affidato al Trio Fusaifusa, originalissima band che contamina sonorità mediorientali con elettronica, afro-beat e la cultura del sufismo sub-sahariano; il fiume e il deserto, insomma.

Sabato 16 maggio Eugenio Finardi, che giusto l’anno scorso ha festeggiato cinquant’anni dal suo primo album con un tour e il nuovo disco Tutto, è a Brisighella, presso la Ca’ Carnè, centro visite e rifugio, cuore del Parco della Vena del Gesso Romagnola (Patrimonio mondiale UNESCO dal 2023). Incastonato tra i gessi di Rontana e quelli di Castelnuovo, uno degli angoli più suggestivi della collina romagnola, il rifugio è stato istituito nel 1971 in quello che era un tempo un podere. Oggi il centro visite è anche punto informazioni per il Parco e include un museo naturalistico dedicato alla sua fauna.

Domenica 17 maggio il Parco Urbano Franco Agosto di Forlì accoglie Irene Grandi, una delle regine indiscusse del pop italiano, alla cui storia ha contribuito con hit indimenticabili, collaborazioni, costante ricerca musicale e un’energia inesauribile. Il palcoscenico verde è il principale parco pubblico di Forlì, 27 ettari intitolati al primo sindaco della città dopo la Liberazione e collocati tra centro storico e fiume Montone tra prati, alberi e una composita fauna – caratteristica la “collina dei conigli”, i cui inquilini vagano liberi e indisturbati per il parco.

Sabato 23 maggio alla Torraccia di Ravenna c’è Niccolò Fabi, che da quando ha vinto il Premio della Critica a Sanremo 1997 con Capelli ha attraversato gli ultimi trent’anni di musica italiana tra canzoni-manifesto, una poetica intensa e leggera al tempo stesso e due Targhe Tenco. Il tour estivo di Fabi si apre proprio con questo concerto alla torre, un tempo destinata a vegliare sul nuovo porto Candiano e oggi immersa nella campagna di Classe. La Torraccia si erge in uno dei terreni di C.A.B. TER.RA., la più antica cooperativa agricola della provincia che nel 2023 ha sacrificato parte dei propri campi per far defluire le acque e salvare il centro storico di Ravenna dall’alluvione.

Domenica 24 maggio l’appuntamento conclusivo della rassegna è a Bertinoro, nei giardini della Rocca che si erge maestosa sulla cima del colle Cesubeo – la sua storia è la storia di Bertinoro, da quel primo documento del 955 che parla di un placitum fra i nobili romagnoli e i rappresentanti dell’arcivescovo di Ravenna; oggi ospita il Museo Interreligioso, dedicato alle religioni monoteiste del Mediterraneo. Nel suo giardino la performance del cantautore brasiliano Zé Ibarra, fresco di secondo album solista: Afim esplora paesaggi sonori che fondono MPB (Musica Popolare Brasiliana), jazz e pop, combinando influenze della felice stagione brasiliana dei primi anni Settanta – quella di Caetano Veloso e Milton Nascimento – con nuove sperimentazioni.

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