Risale l’indebitamento del Comune di Ravenna, in tre anni da 18 a 114 milioni di euro

Ravenna
  • 22 novembre 2023

Risale l’indebitamento del Comune di Ravenna, dopo anni di riduzione. Già nel 2023 si è passati da 12 a 18 milioni di euro ma nel 2026 il livello di esposizione finanziaria salirà fino a 114 milioni. Colpa, se così si può dire, del Pnrr: per gli investimenti è richiesta anche una quota al Comune che ricorrerà ai finanziamenti per spingere i lavori pubblici messi in cantiere.

L’inversione di tendenza interrompe una ventina d’anni di politiche virtuose che hanno fatto scendere l’indebitamento di Palazzo Merlato in modo progressivo: nel 2002 il Comune aveva finanziamenti accesi per un totale di 150 milioni di euro. «Le stringenti regole di finanza pubblica che penalizzavano il ricorso al credito, hanno indotto il Comune di Ravenna, a partire dal 2011, ad una forte azione di contingentamento del debito, che si è tradotta nella scelta di non ricorso a nuovo indebitamento e nella contemporanea attivazione di operazioni di estinzione anticipata di mutui», si legge nel documento del Comune. Dal 2005 al 2011 il livello di indebitamento dell’amministrazione comunale è galleggiato tra i 65 e i 70 milioni di euro. Dodici anni fa il debito ha cominciato a flettere in maniera più decisa. Nel 2019 sono venute meno le limitazioni imposte dall’impianto del pareggio di bilancio ma «si è inteso adottare negli ultimi anni una linea di gestione accorta del debito, privilegiando per il finanziamento degli investimenti l’utilizzo di risorse non onerose, quali l’applicazione dell’avanzo di amministrazione e le altre risorse proprie cercando di contenere al massimo il ricorso al mercato creditizio. Questo approccio ha consentito, anche per effetto delle regole contabili, che prevedono la contabilizzazione del debito solo ad avvenuto incasso delle somme derivanti dall’accensione del mutuo, di ridurre lo stock di debito che si è attestato a fine 2022 sui 12,204 milioni di euro».

Il nuovo corso

Le cose sono cambiate con il Piano di resilienza nazionale. Il Pnrr richiede, anche se in misura minore, la partecipazione delle amministrazioni locali agli investimenti. Il Comune non si è lasciato sfuggire l’occasione e dall’anno in corso ha inaugurato «una nuova fase nella quale si è proceduto ad un’ importante riattivazione dell’indebitamento». Soldi che servono appunto a «sostenere il concorso del Comune ai diversi interventi compresi ne Pnrr; questo nuovo corso porterà ad uno stock del debito complessivo al termine dell’esercizio 2023 a 18,870 milioni a fronte dei 12,204 milioni del 2022, con un incremento di 6,666 mln pari al 54,6%». Dopo aver ridotto dell’87% il debito negli ultimi vent’anni, insomma, si torna a spendere. Nel 2024 le previsioni dicono che il debito salirà a 51 milioni di euro, per poi arrivare a 83 nel 2025 e a 114 nel 2026. Per trovare numeri simili, seppur in un contesto molto diverso, si deve tornare al 2004. I tecnici fanno notare comunque che «la scelta di far ricorso al mercato del credito dovrà comunque avvenire entro i limiti della effettiva sostenibilità finanziaria dell’ente di supportare gli oneri finanziari conseguenti tenendo conto del costo del denaro che ha subito una forte impennata nel corso dell’ultimo periodo».

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