Ore 9.30 si va a lezione, anche se nessuna campanella riecheggia. Arriva un autobus e scendono 17 bambini: provengono tutti dalla scuola dell’infanzia Monti di Ravenna, ognuno ha cappellino e zainetto. «Oggi andiamo a vedere gli orti», esclama uno di loro. Le insegnanti devono avere lavorato bene perché la risposta è esatta. La lezione infatti è all’aperto e si svolge a Ravenna nel Villaggio del Fanciullo, il progetto si chiama “Un orto per tutti”. Voti non ce ne sono, ai giovanissimi si offre un’esperienza di apprendimento direttamente sul campo fatta di prodotti della terra, animali da cortile, produzioni artigianali. «Sono 800 i bambini che partecipano a questo progetto, da marzo a giugno, per 35 classi del ravennate», spiega Patrizio Lamonaca, direttore della Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo. «Appena apriamo le iscrizioni alle scuole in un’ora finiscono i posti, tanto che abbiamo la lista di attesa», prosegue Lydia Ricci che coordina il progetto e funge da guida per i giovanissimi. Le scuole non pagano nulla, neppure il trasporto, grazie al sostegno di Bunge, azienda mondiale del settore agroalimentare con sede a Porto Corsini. «Sosteniamo questo progetto da cinque anni ed è un’esperienza arricchente per i bambini e per gli stessi nostri dipendenti – afferma Saverio Panico Country Lead di Bunge in Italia - Questa iniziativa rafforza il legame tra Bunge e la comunità di Ravenna, nell’ottica di una responsabilità sociale verso il territorio».
Dire che si tratti di una visita immersiva pare persino riduttivo. Scesi dall’autobus i giovanissimi vengono a contatto col panificio del Villaggio, poi si va in un parco che ospita attrezzi agricoli d’un tempo (aratro, carriola, innaffiatoio e tanto altro). Gli animali da cortile sono il pezzo forte (gallo, galline, anatre), insieme a un trenino, accolti dal capotreno Guido munito di paletta e fischietto. Saliti sui vagoni si va in aperta campagna dove ci sono sei serre, insieme a campi coltivati con peperoni, insalata, fagioli, piselli, fagiolini. Si fanno persino prove di semina con tanto di innaffiatoio. Il percorso agreste termina con una lezione sul ruolo delle api e un meritato gelato artigianale per tutti, realizzato sempre dagli artigiani del Villaggio. Le domande dei giovanissimi fioccano in quantità industriale, alimentate da una curiosità che non ha confini. Perchè un conto è “parlare” di agricoltura, un altro “toccarla con mano”. Altro che intelligenza artificiale, qui è tutto reale.