Ravenna. “Troppi contratti da precaria”, risarcimento di 15 mensilità a docente di religione

Ravenna
  • 27 aprile 2026

Una lunga carriera da precario, scandita da contratti annuali reiterati per anni su posti stabili, si conclude con una condanna per l’amministrazione scolastica. Il Tribunale di Ravenna, con sentenza del 23 aprile firmata dal giudice della sezione lavoro Gianluca Mulà, ha riconosciuto l’abusiva reiterazione dei contratti a termine nei confronti di un docente di religione cattolica, disponendo un risarcimento pari a 15 mensilità dell’ultima retribuzione.

Il ricorso della docente, tutelata dagli avvocati Veronica Pepoli e Alberto Donini, riguardava una sequenza di incarichi al 31 agosto che si è protratta per oltre vent’anni, a partire dall’anno scolastico 1999/2000 fino al 2024/2025. Secondo la tesi difensiva, si trattava di contratti utilizzati per coprire esigenze permanenti, dunque in violazione dei limiti previsti dalla normativa europea e nazionale. Di diverso avviso l’amministrazione, rappresentata dall’avvocata Federica Giorno, che aveva eccepito la decadenza del ricorrente dall’impugnazione dei contratti, oltre alla prescrizione e alla infondatezza della domanda. Tutte eccezioni respinte dal giudice, che ha chiarito come la causa riguardasse esclusivamente il diritto al risarcimento del danno da abuso e non la validità dei singoli contratti.

Nel merito, il Tribunale ha ritenuto decisivo un elemento: il docente ha lavorato per 18 anni consecutivi su posti dell’organico di diritto, cioè strutturalmente vacanti e destinati a copertura stabile. Una circostanza che, secondo la consolidata giurisprudenza richiamata nella sentenza, integra l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine oltre il limite dei 36 mesi.

Il giudice ha inoltre ribadito un principio ormai consolidato: nel pubblico impiego non è possibile trasformare il rapporto a tempo determinato in contratto stabile, ma il lavoratore ha diritto a un risarcimento. Non solo. L’eventuale immissione in ruolo - avvenuta nel caso specifico dal settembre 2025 - non elimina l’illecito pregresso, poiché avviene tramite una procedura selettiva e non automatica.

Alla luce di questi elementi, il Tribunale ha accertato l’abuso per 15 annualità e condannato l’amministrazione al pagamento dell’indennità nella misura corrispondente, ritenuta congrua rispetto alla durata e alla gravità della violazione. A ciò si aggiunge la condanna alle spese di lite, liquidate in circa 2.900 euro. Una decisione, quella del tribunale ravennate, che si inserisce nel solco di un orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato sul precariato scolastico, confermando ancora una volta come l’utilizzo prolungato di contratti a termine su posti stabili continui a esporre l’amministrazione a responsabilità risarcitorie.

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