Sostare in una strada sterrata, in fondo, dice molto di una città. Succede a Ravenna, dove negli ultimi tempi sempre più automobilisti hanno iniziato a lasciare l’auto lungo una via non asfaltata nei pressi del Cmp e del Cau, in via Fiume Abbandonato. Una stradina che conduce al plesso socio-riabilitativo Bosco Baronio e che sfocia in uno spiazzo di terra battuta: buche, pozzanghere quando piove e nessuna regolamentazione. Eppure, ogni giorno, si riempie quasi del tutto. Non è difficile capire perché. Il parcheggio del Cmp, il Centro di medicina e prevenzione, non basta più a contenere il flusso di utenti, soprattutto nelle ore del mattino, quando centinaia di persone arrivano per visite ed esami. Ma non tutti coloro che lasciano l’auto lì sono diretti al Cmp o al Cau. La vicinanza al centro storico – raggiungibile a piedi in una decina di minuti – rende quell’area una soluzione “di fortuna” anche per chi lavora in città e cerca di evitare i costi della sosta. È solo uno dei segnali di un problema più ampio, tornato con forza al centro dell’attenzione dopo l’entrata in vigore, a marzo, del nuovo piano del traffico. La riorganizzazione delle tariffe negli stalli blu, divise in tre fasce, ha portato a un aumento sensibile dei costi, spingendo molti ravennati – e chi arriva dal forese – a cercare alternative. Non sempre semplici, né comode. Le lamentele non mancano, soprattutto nella terza fascia, dove trovare un posto libero è spesso un’impresa già nelle prime ore del mattino o subito dopo pranzo. Anche chi ha sottoscritto un abbonamento mensile si trova a fare i conti con la scarsità di stalli disponibili. Così, ci si arrangia: c’è chi parcheggia nelle zone più periferiche, come nei pressi dello stadio, e prosegue con una bicicletta pieghevole tenuta nel bagagliaio. Una soluzione ingegnosa, ma che richiede tempo, organizzazione e un certo spirito di adattamento. Altri, invece, scelgono scorciatoie meno regolari. Negli ultimi tempi non sono mancati casi di auto lasciate sui marciapiedi o in aree non consentite, segno di una pressione crescente sul sistema della sosta. Anche spazi che dovrebbero avere una funzione specifica finiscono per essere utilizzati diversamente: è il caso del parcheggio gratuito di piazza Natalina Vacchi, teoricamente destinato a chi si reca alla vicina Camera Mortuaria, ma spesso occupato da soste prolungate di chi lavora o si muove verso il centro.
Il risultato è una sorta di “caccia al posto” quotidiana, in cui ogni spazio libero diventa prezioso, anche a costo di qualche disagio. E mentre il nuovo piano del traffico prova a razionalizzare e regolamentare, la percezione diffusa è che trovare parcheggio sia diventato più complicato e più caro.