Eliminare le isole ecologiche interrate dalle piazze Andrea Costa e Anita Garibaldi costerà complessivamente 150mila euro: dell’intervento, si legge nella delibera appena licenziata dalla giunta per approvare in linea tecnica il progetto esecutivo, si farà carico direttamente Hera sia per il finanziamento che per la realizzazione. La multiutility ha già annunciato che in piazza Anita Garibaldi i lavori partiranno dopo la Pasqua, mentre per l’area di fronte al Mercato Coperto occorrerà attendere la fine dell’estate: tempistiche pensate per «diluire i potenziali disagi per la cittadinanza».
Nate con l’ambizione di essere una proposta innovativa per lo smaltimento dei rifiuti, dopo solo una quindicina di anni (la prima in piazza Andrea Costa arrivò nel 2009, la seconda nel 2012) le isole ecologiche hanno già mostrato i segni del tempo, arrivando a rappresentare un elemento anacronistico nel contesto di un centro storico che è cambiato non poco, anche con l’introduzione della raccolta domiciliare.
E nemmeno si sarebbero rivelate così efficaci, come si evince dalla relazione tecnica allegata alla delibera, nella quale si spiega che Hera ha deciso di procedere alla dismissione non solo «per donare più decoro alle piazze» ma anche, e probabilmente soprattutto, «per obsolescenza degli impianti in quanto spesso bloccati». Insomma, visto il loro stato attuale, le isole interrate «dopo anni di utilizzo necessiterebbero di un importante intervento di manutenzione straordinaria per renderle nuovamente pienamente operative e con la previsione di nuovi investimenti». Ma è risultato più conveniente disfarsene. E così le operazioni per eliminare le strutture dalle due piazze saranno divise in tre fasi, a partire dallo smontaggio e dal ritiro di contenitori e cassoni scarrabili e dalla disconnessione elettrica, cui seguirà la demolizione delle strutture di sollevamente interrate per arrivare all’effettiva dismissione. In seconda battuta sarà necessario gestire i rifiuti residui: si prevedono una «pulizia profonda dell’area» e la successiva classificazione con conferimento dei materiali di risulta quali metalli, plastiche, vetroresine. Quanto a eventuali rifiuti pericolosi, si procederà allo «smaltimento tramite ditte specializzate».
Infine le azioni di bonifica, da attuare tramite impermeabilizzazione e riempimento delle vasche esistenti in cemento armato con misto stabilizzato compattato, realizzazione di una platea sempre in cemento armato, posa in opera di uno strato di sabbia e dei nuovi sampietrini. Il tutto per 150mila euro, ma Hera ha già previsto un modo per abbattere parzialmente la spesa: in coda all’elenco dei lavori previsti, la relazione tecnica parla anche di una «manifestazione d’interesse per il recupero delle parti metalliche al fine di contenere i costi complessivi della dismissione».