Ravenna, “sciopero contro le armi”: i portuali si mobilitano

Ravenna
  • 28 gennaio 2026

Nuova mobilitazione dei portuali ravennati contro il passaggio di armamenti diretti in Israele: per lunedì 6 febbraio il sindacato Usb cui fa riferimento il comparto ha organizzato uno sciopero per la “Giornata internazionale di azione congiunta” che sarà appoggiata in numerosi scali del Mediterraneo e non solo, dal Marocco ai Paesi Bassi. La giornata di protesta prenderà il via in mattinata con il ritrovo davanti all’autorità portuale (lato Darsena) in via Antico Squero. A seguire il corteo. Due giorni prima, sabato 4 febbraio alle 20.30, la Sala Ragazzini ospiterà invece un incontro a tema in preparazione del presidio: durante la serata sarà presentato il dossier “La Flotta del Genocidio” edito da Altreconomia con la giornalista Linda Maggiori e Francesco Staccioli di Usb Mari e porti. In agenda anche testimonianze dei portuali di Ravenna.

«Contestiamo la Flotta del genocidio che costantemente fa scalo a Ravenna, a partire dalla Zim, compagnia israeliana accusata dalla campagna No Harbour for Genocide - spèiega il Coordinamento popolare No armi dal porto di Ravenna, di cui fanno parte una ventina di gruppi come Osa Emilia-Romagna, Sanitari per Gaza, partiti della sinistra e sindacati -- Sono noti infatti vari carichi di armi e munizioni diretti a Israele tramite le navi Zim e MSC».

Il bilancio del Coordinamento è drammatico: «Tra il 2024 e il 2025 sono passate 659 tonnellate di munizioni nel porto di Ravenna, e 48mila tonnellate di precursori di esplosivi: un problema anche per la sicurezza della città - si sostniene in una nota -. Senza parlare di merci dual use e civili verso le colonie illegali in Cisgiordania». L’obiettivo è chiedere lo stop all’invio di munizioni e materiali per armamenti e al progetto Undersec, soprattutto oggi che - dopo le manifestazioni di piazza dello scorso autunno - l’opinione pubblica pare aver messo in secondo piano le sofferenze del popolo palestinese e, come denuncia il Coordinamento, «sembra calata una cortina di nebbia e indifferenza», mentre «Sapir non ha ancora cambiato il suo codice etico».

All’orizzonte c’è anche una strutturazione sempre maggiore per la galassia anti-sionista. L’invito rivolto ai portuali è «a scioperare e partecipare alla manifestazione», ma non solo: «Chiediamo a tutti gli spedizionieri, a tutti i lavoratori e lavoratrici dell’area portuale o a chiunque abbia informazioni riguardo al traffico di armi nel nostro territorio di mettersi in contatto con il nascente Osservatorio».

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