«Non ci aspettavamo di finire sul giornale: per noi è stato un normale intervento come ne facciamo tanti tutti i giorni. Quella sera non siamo stati chiamati per soccorrerlo, ma questa divisa significa essere al servizio del cittadino h24. Abbiamo fatto quello per cui siamo addestrati». A parlare sono Giorgia Gulminelli, infermiera del 118, e Ciro Toscano, suo collega e operatore tecnico, che domenica notte hanno salvato un giovane che - si presume - volesse gettarsi sotto un treno al passaggio a livello di via Destra Canale Molinetto a Ravenna.
Il ricordo di quella notte è ancora vivido. «Quella sera siamo usciti per un codice di media-grave urgenza dalla postazione di via Trieste per intervenire in un’abitazione vicino al passaggio a livello - racconta Ciro - abbiamo incontrato le sbarre chiuse ed eravamo gli aprifila. Avevo la visuale libera». Ad un certo punto notano un uomo in lontananza che si sta avvicinando alle sbarre. È - raccontano i due soccorritori - in chiaro stato di agitazione: «Non so cosa mi sia preso, ma a pelle non avevo una bella sensazione e sono sceso dal mezzo», continua l’autista.
Il giovane in quel momento si è solo avvicinato alle sbarre, ma Giorgia ha già avvertito la centrale operativa segnalando una situazione di potenziale rischio. «Ho subito allertato i colleghi alla centrale così che nel caso la situazione fosse precipitata, non avremmo lasciato scoperto il codice giallo per cui eravamo stati chiamati», dichiara l’infermiera.
La situazione infatti precipita: il giovane scavalca le barriere, Ciro scatta, salta a sua volta, lo porta verso di sé e lo abbraccia in protezione. Pochi secondi dopo passa la motrice. «In quel momento non ho pensato. Mi sono lanciato, l’ho stretto a me e l’ho tranquillizzato dicendogli che ero lì per lui, per dargli una mano. Mi ha ringraziato non so quante volte. Intanto - continua - il macchinista del treno si era accorto del ragazzo, aveva forse rallentato e quando è passato ha alzato il pollice in su come per chiedermi se fosse tutto a posto».
Dopo il salvataggio, Ciro lo adagia sul marciapiede e lascia spazio a Giorgia per le procedure infermieristiche. Nel frattempo, la centrale ha chiamato le forze dell’ordine, giunte sul posto. «La situazione si era stabilizzata quindi siamo ripartiti per portare soccorso alla persona in codice giallo – spiega Giorgia – il ragazzo non lo abbiamo lasciato solo, c’erano i carabinieri. Poco dopo è arrivata un’altra ambulanza ad aiutarlo».
«In una sera abbiamo salvato due vite quasi in contemporanea. Merito delle competenze del territorio e della centrale che da dietro opera come una macchina da regia», spiega Davide Corrado, coordinatore del 118 insieme a Carlotta Danese, Marco Vitali, Alessandro Russo e Simone Pirastu. «L’unità funziona bene perché c’è dialogo e collaborazione anche con le forze dell’ordine. In questo lavoro da soli non si aiuta nessuno».
La mano che ogni giorno tendono si traduce in una vita salvata che - anche se per loro non è eccezionale - non è passata inosservata alle istituzioni. Ieri mattina Ciro e Giorgia sono stati ricevuti in municipio dal sindaco Barattoni e dall’assessora Mazzoni, che hanno consegnato loro una medaglia.
«È sempre bello vedere il nostro lavoro riconosciuto anche dalle istituzioni. Abbiamo ricevuto un encomio anche dal direttore generale Carradori, ma per noi rimane un semplice intervento, solamente fuori programma e con un bel salto», concludono Ciro e Giorgia.