Oggi il Tar ha confermato la chiusura di una sala slot a 200 metri da una chiesa a Ravenna e il Popolo della Famiglia esulta in una nota. “Oggi è un giorno che segna la storia. Un giorno di giustizia, di coraggio e di speranza per tutte le famiglie italiane - dichiara il Segretario Nazionale del Popolo della Famiglia, Mirko De Carli - non a caso questa vittoria arriva a Ravenna, la mia città, da sempre palestra delle battaglie imprescindibili per la dignità della persona e del nucleo familiare”, afferma De Carli. “Il TAR ha applicato in maniera integerrima e esemplare la legge regionale, che giustamente relega questi luoghi di perdizione a non meno di cinquecento metri dai ‘luoghi sensibili’: scuole, parrocchie, centri di aggregazione. Luoghi di vita, di crescita, di fede e di comunità, che devono essere protetti dalle spirali oscure del gioco d’azzardo.”
Il Segretario, sulle ali dell’entusiasmo per questo risultato cruciale, ribadisce con forza la posizione del Popolo della Famiglia: “La ludopatia è un cancro sociale, alla stregua della droga. Divora risorse, speranze, legami. Distrugge le famiglie, specialmente le più fragili e vulnerabili, conducendole nel baratro del disagio, della precarietà economica e dell’emarginazione. Uno Stato che ha veramente a cuore i suoi cittadini non può e non deve essere il primo a vendergli questo tipo di ‘svago’ fuorviante e frivolo, che ha come unico esito l’autodistruzione.”
“Queste sale”, continua De Carli, “non sono innocui locali, ma fabbriche di disperazione. Generano odio, depressione, dipendenza e depravazione. La sentenza di oggi è un faro che illumina la strada: la ludopatia va contrastata con ogni mezzo legale, non promulgata e tollerata. Non esiste alcuna giustificazione etica o morale per il gioco d’azzardo di Stato. È una contraddizione in termini che deve cessare.”