Ravenna, rimpatriato dopo aver commesso molti reati, dalla violenza sessuale di gruppo alla rapina aggravata

Ravenna
  • 26 gennaio 2026

RAVENNA. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Ravenna, unitamente a personale del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino, ha portato a termine con successo le procedure per il rimpatrio coatto di un cittadino tunisino di 40 anni, gravato da numerosi precedenti penali e giudicato dal Magistrato di Sorveglianza di Ancona come un soggetto dall’elevata e attuale pericolosità sociale. L’uomo, che ha collezionato nel corso degli anni condanne per reati di particolare gravità tra cui violenza sessuale di gruppo, rapina aggravata, sequestro di persona, porto abusivo di armi e traffico di sostanze stupefacenti, è stato espulso dal Territorio Nazionale in esecuzione di una misura di sicurezza giudiziaria.

La pericolosità del soggetto è stata confermata non solo dai gravi reati commessi in libertà, ma anche dal comportamento tenuto durante il lungo periodo di detenzione superiore ai dieci anni e descritto dalle Autorità come refrattario alle regole e del tutto impermeabile al percorso di rieducazione. In particolare, è emersa un’indole violenta che lo ha visto protagonista in passato di scontri per il controllo del mercato del malaffare nel territorio ravennate, rendendo necessario un provvedimento definitivo di allontanamento per garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

L’operazione ha avuto inizio il 13 novembre 2025 quando, a seguito della scarcerazione, lo straniero è stato associato da questo Ufficio Immigrazione presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino. Grazie alla collaborazione con il Consolato Tunisino di Bologna, è stato possibile ottenere il necessario lasciapassare di frontiera per dare esecuzione al provvedimento di rimpatrio.

L’iter si è concluso infine nella giornata del 25 gennaio 2026, con il trasferimento del quarantenne presso l’aeroporto di Milano Malpensa. Da lì, il soggetto è stato imbarcato su un volo diretto a Tunisi con il costante monitoraggio di una scorta internazionale composta da personale specializzato dell’Ufficio Immigrazione di Ravenna e del C.P.R. di Torino.

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