RAVENNA - Il Parco del Delta ha messo nero su bianco un progetto destinato a cambiare la gestione dell’acqua a Valle Mandriole, nell’area di Punta Alberete lungo il Lamone. Il piano è stato da poco presentato in regione per le valutazioni ambientali del caso. Si tratta di un intervento che, spiegano i tecnici, punta a garantire un flusso costante verso le zone umide e a migliorare il collegamento ecologico con il fiume. L’iniziativa è candidata ai fondi del Programma regionale Fesr 2021-2027 e prevede un investimento complessivo di 935mila euro.
L’area è parte della rete europea Natura 2000, un mosaico di ambienti che ospitano specie e habitat rari. Negli ultimi anni però il regime del Lamone è cambiato: le piene, concentrate in pochi giorni, lasciano poi lunghi periodi di secca. Il sistema di prelievo in uso, costruito negli anni Settanta, non è più in grado di catturare abbastanza acqua nei momenti di abbondanza per rilasciarla quando serve.
Il progetto prevede una nuova derivazione a monte della chiusa del Lamone, così da pescare acqua dolce non influenzata dal cuneo salino che in certi periodi risale dal mare. Due condotte in acciaio la porteranno a un bacino, da cui partirà un nuovo canale di quasi tre chilometri, scavato lungo l’argine sinistro, che raggiungerà la Valle della Canna e altre zone umide. Il tutto dovrebbe evitare le grandi secche della zona umida e le emergenze conseguenti, come quella del botulino che metteva a rischio la fauna. In programma anche la sistemazione della diga del Carrarino, oggi segnata da crepe e infiltrazioni. L’intervento prevede un rialzo di 30 centimetri, opere di impermeabilizzazione e la costruzione di una rampa per la risalita dei pesci, che servirà anche a garantire il deflusso minimo vitale del fiume. Infine, il piano comprende la manutenzione dell’argine ovest della Valle della Canna, indebolito da vegetazione invasiva e tane di roditori.
Qui si interverrà con il taglio degli alberi, la rimozione di parti ammalorate e la ricostruzione compatta del terreno. Secondo l’ente di gestione, il pacchetto di opere permetterà di assicurare acqua alle zone umide nei momenti critici e di salvaguardare uno degli ecosistemi più preziosi della costa ravennate. L’avvio dei lavori dipenderà ora dall’esito dell’iter di approvazione e dall’assegnazione dei fondi regionali