Prezzi del grano in picchiata: flash mob al Porto di Ravenna con protagonisti centinaia di produttori per evidenziare le distorsioni del mercato cerealicolo
“Non siamo andati certamente all’arrembaggio delle navi – granaio provenienti dall’estero, ma vogliamo ribadire che la filiera del grano non dà reddito ai cerealicoltori che percepiscono per un quintale di grano lo stesso importo del 1970, quando i costi non erano certamente quelli odierni”. Lo ha ribadito Lorenzo Catellani, presidente di Cia – Agricoltori taliani dell’Emilia Romagna durante il flash mob organizzato il 12 giugno al Porto di Ravenna per denunciare il disagio causato dai prezzi irrisori riconosciuti agli agricoltori. La protesta pacifica si è svolta in simultanea al Varco della Vittoria del Porto di Bari.
“Il prezzo del grano tenero in Italia è rimasto praticamente fermo agli anni Settanta – ricorda Catellani - nonostante sia migliorata la qualità e soprattutto la sostenibilità con cui viene coltivato”.
Cia ribadisce che il grano è un prodotto alla base delle eccellenze gastronomiche nazionali e dà lustro alla nostra filiera, pasta in testa, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo: un ‘gioiello’ che va riconosciuto ed evidenziato chiaramente nella filiera. “Chiediamo che ogni chicco di frumento che arriva nei porti deve essere controllato minuziosamente - sottolinea ancora Catellani - e non deve passare un prodotto che non abbia la stessa nostra qualità e sostenibilità. Di fronte ad un aumento dei costi - prosegue - abbiamo assistito nell’ultimo anno ad un calo dei prezzi alla produzione del frumento del 20%, senza considerare che anche il mais ha subito una flessione delle semine dell’80 % rispetto a 10 anni fa. È un settore, quello cerealicolo – aggiunge Catellani - tra i più diffusi nello Stivale, perchè rappresenta il 20% della superficie agricola utilizzata”.
Cia denuncia importazioni selvagge: grano estero spesso di qualità mediocre per abbassare il prezzo del prodotto Made in Italy, mentre i prezzi sono ‘da fame’ con quotazioni al di sotto dei costi di produzione.
Al flash mob erano presenti delegazioni dalla Romagna, dal Veneto e dalle Marche. Presente anche la consigliera regionale Eleonora Proni.