Mercoledì mattina, ore 7, viale delle Americhe: un pavone finisce sotto un’auto, che poi prosegue la propria corsa lasciando la carcassa sull’asfalto. Ma la scena viene ripresa dal dispositivo automatico di un altro mezzo, e l’uomo a bordo si reca dai carabinieri di Marina di Ravenna per sporgere denuncia, fornendo il video che ritrae la morte del pennuto. Una sequenza che a Punta Marina, passata la sbornia dell’eco mediatica nazionale, ripresenta per l’ultimo tratto di estate - e tingendola di giallo - la saga dei pavoni, che ha diviso la località in un’acerrima contesa. Ora, però, ci sarebbe scappato il morto. E le associazioni animaliste Clama e Lipu, cui l’automobilista che ha sporto denuncia si è rivolto, vogliono vederci chiaro. Il tono della loro nota congiunta è inquisitorio: «Il video, dove è visibile la targa, è già in possesso delle autorità. Attendiamo l’esito delle indagini, e chiediamo che venga fatta giustizia al più presto - dicono -. Ci chiediamo se questo gesto sia stato intenzionale, e chiediamo a chi di dovere di appurarlo. Quello che è certo è che il corpo dell’animale, che non chiedeva altro che vivere ed essere rispettato, è stato lasciato sull’asfalto, e per il recupero sono stati contattati i Carabinieri Forestali di Punta Marina. Quello che è certo è che in strade di paese, se si rispettano i limiti di velocità, è molto difficile non accorgersi della presenza di volatili piuttosto grandi e che si muovono lentamente».
Insomma, secondo Clama e Lipu era quasi impossibile non notare un pavone proprio in mezzo alla strada. E chi ha tirato dritto, sostengono, l’ha fatto con la volontà di nuocere all’animale. Complice, forse, l’esacerbazione dei conflitti tra le fazioni in campo. La situazione descritta dalle due realtà potrebbe quasi far sorridere, se non ci fosse di che interrogarsi seriamente su come la convivenza civile tra persone possa venire minata da una diatriba sui volatili, amplificata dai fugaci lustrini di televisioni che hanno tutto l’interesse nel mandare in onda litigi ben più pittoreschi della coda dei pavoni: «In questi mesi il clima di odio ed isteria nel lido ravennate ha raggiunto livelli inimmaginabili - riflettono gli animalisti - fomentato da trasmissioni in cerca solo dello scoop estivo da quattro soldi; pochi individui rancorosi ed insofferenti hanno dato il via a un inasprimento nei rapporti fra residenti, e a dichiarazioni velenose sui social, con minacce ai danni dei pavoni di Punta Marina». Il timore delle due associazioni, fra l’altro, è che l’investimento sia solo l’ultimo di una serie di episodi: «Molti residenti e turisti riferiscono da circa due mesi un calo dei pavoni, ed avvistamenti singolari (in zona Bassette o a Marina di Ravenna) di pavoni che mai erano stati presenti in quei luoghi. Chiediamo che si indaghi anche su queste situazioni in maniera approfondita. Ci aspettiamo una ferma condanna da parte della nostra amministrazione di gesti indegni di esseri umani, e l’avvio di indagini rigorose in brevissimo tempo».