RAVENNA - Circa 150 tesserati, 45 atleti tra agonisti e preagonisti e oltre vent’anni di attività nella sala boxe del Pala Costa. Dal 16 settembre, però, l’Edera Boxing Gym Ravenna è costretta a svolgere all’aperto, nel campo dell’ippodromo, parte della preparazione agonistica. All’origine della situazione c’è la mancata conferma delle fasce orarie utilizzate fino alla scorsa stagione.
Il lunedì e il mercoledì gli agonisti dell’Edera si allenavano al Pala Costa dalle 18 alle 19.30. Al momento della nuova assegnazione degli spazi, però, la società ha ottenuto soltanto la fascia dalle 17.30 alle 18.30. Un orario che si sovrappone in parte al corso amatoriale già organizzato nelle stesse giornate, dalle 17 alle 18, e che soprattutto concede appena un’ora per seguire circa 45 ragazzi.
La società riconosce di avere commesso un errore nella fase iniziale. «Probabilmente abbiamo affrontato il bando con troppa leggerezza – spiegano dall’Edera – perché, dopo oltre vent’anni di presenza al Pala Costa, eravamo convinti che quelle ore ci sarebbero state riconfermate». Una volta conosciuto il nuovo calendario, i responsabili della palestra si sono rivolti al Comune per cercare una soluzione.
L’Edera si era detta disponibile a riorganizzare i corsi e non aveva chiesto di recuperare necessariamente l’intera fascia utilizzata in passato. La proposta era quella di mantenere la sala dalle 17.30 alle 19, ottenendo quindi soltanto mezz’ora in più rispetto all’orario assegnato. «Un’ora per allenare 45 ragazzi è davvero troppo poco. Un pugile deve svolgere riscaldamento, tecnica, sacco, guanti, sparring e preparazione specifica. In sessanta minuti non è possibile fare tutto questo».
La mezz’ora fino alle 19 consentirebbe inoltre di coinvolgere gli atleti che lavorano e che riescono a raggiungere il Pala Costa soltanto intorno alle 18.30. La società ha quindi illustrato all’Ufficio Sport del Comune il numero dei propri iscritti, la consistenza del settore agonistico e i risultati ottenuti negli ultimi anni, consegnando anche un documento riepilogativo dell’attività svolta dal 2020 a oggi.
La questione è stata affrontata durante un incontro tenuto l’8 settembre. Secondo quanto riferisce l’Edera, erano presenti i dirigenti dell’Ufficio Sport e una rappresentante della Segreteria del sindaco. «Ci era stato detto che avrebbero verificato la possibilità di concederci la mezz’ora e che ci avrebbero fatto sapere. In seguito abbiamo inviato anche alcuni solleciti, ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta definitiva».
Non potendo interrompere la preparazione, dal 16 settembre l’Edera ha trasferito parte degli allenamenti nel campo dell’ippodromo. Una soluzione di emergenza che consente di svolgere la corsa e il lavoro atletico, ma non la preparazione tecnica. «All’aperto non abbiamo né il ring né i sacchi. Possiamo lavorare sulla condizione fisica, ma non preparare completamente un pugile. Con l’arrivo dell’autunno, inoltre, allenarsi fuori diventerà sempre più difficile».
Il problema si presenta alla vigilia di alcuni appuntamenti già fissati. Il 3 ottobre l’Edera ha organizzato un evento nel Bolognese nel quale saranno impegnati diversi propri pugili, mentre sei atleti si stanno preparando per il Campionato nazionale Asi Boxe del 17 ottobre a Bologna.
«Abbiamo ragazzi che devono combattere tra poche settimane – sottolinea la società – e non possiamo prepararli soltanto facendoli correre all’aperto. Servono il ring, i sacchi, lo sparring e soprattutto il tempo necessario per lavorare». Gli altri corsi proseguono regolarmente: la difficoltà riguarda principalmente il settore agonistico, per il quale l’Edera torna a chiedere al Comune la disponibilità della sala fino alle 19.