Ravenna, operaio minorenne senza protezioni sul tetto: 9mila euro di multa e impresa sospesa

Ravenna
  • 04 agosto 2026

La presenza di un operaio minorenne sul tetto al lavoro senza protezioni nel ravennate ha portato alla sospensione dell’impresa, con 9mila euro di multa. Lo annunciano i sindacati in una nota: “Apprendiamo con sgomento la notizia del cantiere edile sospeso nel Ravennate a seguito del controllo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna-Ferrara. Secondo quanto accertato, un operaio minorenne è stato trovato a lavorare sulle armature di un tetto in assenza di protezioni in quota, con grave rischio per la sua incolumità. Nel corso degli stessi controlli, su una decina di operai e diverse aziende in appalto e subappalto, è emerso anche che un gruista non possedeva l’abilitazione necessaria per la conduzione della gru. Per queste gravi violazioni sono scattate la sospensione dell’impresa e sanzioni per 9.000 euro complessivi”.

Continua la nota: “Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Ravenna esprimono indignazione. Questo episodio dimostra ancora una volta cosa produce la deresponsabilizzazione nella catena degli appalti e subappalti: massimo ribasso, tempi stretti, aziende che tagliano su sicurezza e formazione. E alla fine chi ci rimette sono sempre i più deboli: i lavoratori. Sono loro a rischiare la vita sul tetto senza imbracature. Sono loro a dover lavorare con imprese senza regole. Sono loro a pagare il prezzo di un sistema che scarica le responsabilità verso il basso. Chiediamo responsabilità solidale vera per committenti e aziende appaltatrici. Chi commissiona deve rispondere di ciò che accade in cantiere. Stop al massimo ribasso che genera solo illegalità e insicurezza. Più controlli e più ispettori nei cantieri, con focus sulle filiere di subappalto e sul rispetto dell’ordinanza caldo. Tolleranza zero verso chi utilizza lavoro minorile e non forma i lavoratori. Piena applicazione di quanto previsto dal CCNL Edilizia su sicurezza, formazione e regolarità. La vita delle persone non è in vendita. Chi lavora deve tornare a casa sano”.

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