Ravenna, online i dati di 900 minorenni: il caso arriva in consiglio comunale

Ravenna
  • 14 settembre 2026

La pubblicazione accidentale sul registro elettronico dell’Istituto comprensivo San Pietro in Vincoli di un documento contenente i dati personali di oltre 900 alunni arriva in Consiglio comunale. I consiglieri di opposizione Nicola Grandi e Patrizia Zaffagnini annunciano una richiesta di chiarimenti all’amministrazione, pur riconoscendo che il Comune di Ravenna non è titolare del trattamento dei dati della scuola statale e che l’istituto è un soggetto autonomo.

«La notizia non può essere liquidata come un semplice errore materiale», affermano i due consiglieri, ricordando che il documento conteneva anche informazioni relative alla salute, ai medicinali, al sostegno scolastico e alle situazioni familiari degli alunni. «Siamo consapevoli che un incidente possa verificarsi, ma quando riguarda centinaia di minori e informazioni particolarmente delicate, la domanda è un’altra: quali procedure, controlli e misure di sicurezza erano stati predisposti prima che l’errore si verificasse?».

Grandi e Zaffagnini sottolineano che, dopo l’accaduto, la scuola ha comunicato di avere rivisto le abilitazioni alla pubblicazione e disposto la separazione dei documenti contenenti annotazioni riservate. Da qui la richiesta di verificare se queste misure fossero già previste e operative. La cancellazione del file, aggiungono, è stata tempestiva e necessaria, ma non elimina il fatto che i dati siano rimasti esposti e che, secondo la comunicazione inviata alle famiglie, almeno una copia del documento sia stata scaricata.

I consiglieri precisano di non voler «anticipare responsabilità che dovranno essere accertate dagli organismi competenti», ma chiedono che sia fatta piena luce sulle procedure organizzative che hanno consentito la pubblicazione. Pur distinguendo le rispettive competenze, ritengono infatti che il Comune non possa restare indifferente, considerata la collaborazione stabile con le scuole e l’Ufficio scolastico territoriale nell’ambito delle politiche educative.

La richiesta rivolta all’amministrazione è quindi di verificare se esistano procedure condivise per prevenire e gestire incidenti riguardanti i dati personali dei minori e se i flussi informativi e i servizi digitali che coinvolgono Comune e istituti siano adeguatamente protetti. Grandi e Zaffagnini chiedono inoltre di sapere se e quando il Comune sia stato informato dell’accaduto e quali iniziative abbia assunto.

«Sono domande alle quali non deve rispondere la polemica politica, ma un’istruttoria seria e documentata», concludono Grandi e Zaffagnini, annunciando l’iniziativa in Consiglio comunale. «La privacy di un bambino non è un dettaglio amministrativo. È un diritto. E quando vengono coinvolti oltre 900 minori, la risposta delle istituzioni deve essere all’altezza della gravità dell’accaduto».

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