Più verde, meno strade, stesso numero di case: è questa, in sintesi, la direzione della variante al Piano urbanistico attuativo del nuovo comparto di Lido di Dante. Il provvedimento interviene su un piano già definito negli anni scorsi, senza modificarne l’impianto complessivo. La variante riguarda infatti sia il Pua generale sia i due stralci attuativi già approvati e convenzionati, introducendo modifiche considerate tecniche e migliorative, senza incidere sul dimensionamento urbanistico complessivo. Uno degli elementi principali riguarda la viabilità interna. Le strade di comparto, pensate per servire i lotti residenziali, vengono ridefinite come private e non più pubbliche. Una scelta che comporta una riduzione complessiva delle superfici destinate a strada e che, secondo quanto riportato negli atti, consente di recuperare spazio per altre funzioni.
Proprio su questo fronte si inserisce il secondo punto cardine della variante: la riorganizzazione dei parcheggi pubblici. La dotazione viene accorpata nella parte nord del comparto, con l’ampliamento e il riassetto del parcheggio già previsto vicino a viale Paolo e Francesca. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire in modo più funzionale gli standard richiesti, evitando una frammentazione delle aree di sosta.
Parallelamente cresce il peso del verde pubblico. La variante prevede una riconfigurazione delle aree a nord, con l’inserimento di uno spazio attrezzato per i bambini, e un ampliamento delle superfici verdi nella parte sud, dove viene introdotta una fascia di separazione tra residenze e area turistico-ricettiva.
I numeri confermano questa impostazione: oltre 5.200 metri quadrati in più di verde e circa 2.900 metri quadrati in meno di viabilità. Un riequilibrio, si legge nella delibera, che punta a migliorare la permeabilità del suolo e la qualità ambientale complessiva dell’intervento, in linea con quanto già emerso nelle valutazioni tecniche. Allo stesso tempo, la delibera ribadisce con chiarezza i limiti della variante. Non cambiano il perimetro del comparto, la capacità edificatoria né le destinazioni d’uso. Restano invariati anche gli spazi dedicati alle funzioni turistico-ricettive e alle dotazioni pubbliche già previste. In questo quadro, la variante si configura come un intervento di affinamento più che di trasformazione. L’impianto urbanistico resta quello definito negli strumenti precedenti, ma con una redistribuzione degli spazi che privilegia verde e qualità urbana rispetto alla viabilità interna.
Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a rendere il nuovo insediamento più equilibrato e sostenibile, senza aumentare il carico edilizio previsto per Lido di Dante.