C’è ancora da aspettare per i “primi vagiti” del nuovo palazzetto dello sport di Ravenna, progetto partito durante l’era De Pascale nel 2019 e ancora da completare, tra aumento dei costi e interruzioni del cantiere. Nell’estate scorsa, infatti, la seconda prova di carico sulle travi della copertura ha dato esito negativo e il capogruppo di Forza Italia, Alberto Ancarani, chiede oggi in Consiglio comunale con un question time cosa sia stato fatto fin qui, alla luce della riunione informale a Palazzo Merlato di qualche giorno fa in cui la situazione, riporta, sarebbe stata definitiva “complicatissima” con la necessità di attendere “altri tre mesi”. Nove mesi complessivi dunque, ironizza l’azzurro, periodo in cui “si porta a termine una gravidanza umana, mentre voi nemmeno una informazione sul futuro”.
L’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani precisa che dopo le due prove di carico, la prima positiva del 27 luglio, la seconda negativa del 4 agosto per il collaudo della copertura metallica, la prima operazione è stata la messa in sicurezza del cantiere. È stato dunque redatto un progetto per lo smontaggio della trave numero 7, con l’utilizzo di quattro gru di grande portata per trattenerla durante il disassemblamento. La fase successiva è stata l’analisi delle dinamiche cedimenti con la proposta di un’azione correttiva sulle strutture. È stato dunque nominato un progettista per i rinforzi da eseguire sulle strutture già realizzate. Una volta presentati i progetti, continua Cameliani, si è proceduto all’esecuzione dei rinforzi alle strutture che sono tuttora in corso. Tutti questi costi, precisa l’assessore sono sostenuti dall’appaltatore.
Parallelamente la Direzione lavori ha disposto una serie esaustiva di indagini strumentali su tutta la carpenteria metallica, affidandola a un soggetto terzo, un istituto genovese, il cui importo verrà trattenuto dall’amministrazione comunale. Durante la riunione informativa del 12 marzo scorso, conclude Cameliani, è stata illustrata l’attività e al momento rimangono appunto da completare i rinforzi puntuali e i successivi controlli della carpenteria. Poi si effettueranno le prove di carico sulle travi e il successivo varo. Rimane “senza parole” il forzista Ancarani. Nei sei mesi trascorsi, riassume, è stato messo in sicurezza il cantiere, disassemblato la trave, progettato i rinforzi e nominato un ente terzo che verifichi le saldature. E “tra tre mesi un genio della lampada darà i voti su rinforzi e saldature. Sono senza parole”, conclude.