RAVENNA. In Cardiologia a Ravenna grazie a una tecnica innovativa si evita l’impianto di pacemaker nelle persone giovani. Quando infatti il cuore rallenta troppo provocando il rischio di svenimento e di cadute traumatiche, si procede generalmente all’impianto di un pacemaker che consiste in una piccola batteria collocata sottocute in corrispondenza della clavicola da cui partono minuscoli fili elettrici che raggiungono e stimolano il cuore. Una strategia ottimale nei pazienti anziani, ma non in quelli giovani perché nel tempo può verificarsi deterioramento o infezione dei fili elettrici, spiega l’Ausl della Romagna. Nella Cardiologia di Ravenna è stata recentemente introdotta la tecnica di cardioneuroablazione che, attraverso piccole “bruciature” create all’interno del cuore tramite una sonda introdotta a livello dell’inguine, interrompe il funzionamento delle cellule responsabili del rallentamento anomalo del cuore permettendo così di ovviare all’impianto del pacemaker. Negli ultimi mesi sono tre gli interventi di cardioneuroablazione sono eseguiti dal dottor Federico Cecchini, dell’équipe di Elettrofisiologia diretta dalla dottoressa Maria Selina Argnani, e comprendente anche i dottori Alessandro Dal Monte, Federica Giannotti e Giuseppe Pio Piemontese, in collaborazione con gli infermieri e tecnici specializzati coordinati dalla dottoressa Daria Drudi, e con il supporto del team anestesiologico diretto dalla dottoressa Marina Terzitta e dal dottor Massimo Terenzoni.
«Tutti gli interventi si sono svolti con successo e i pazienti, dimessi senza complicanze, sono stati inseriti in un programma di stretto monitoraggio clinico e strumentale- precisa l’Ausl- L’intervento di cardioneuroablazione è infatti di dimostrata efficacia ma va attualmente considerato solo per pazienti molto giovani e accuratamente selezionati che andranno attentamente seguiti nel tempo».