Ravenna, nel 2025 meno accessi rispetto all’anno precedente in Pronto Soccorso

Ravenna
  • 14 marzo 2026

Nei pronto soccorso della provincia nel 2025 si sono registrati meno accessi rispetto all’anno precedente. Un calo che non segnala un peggioramento dei servizi sanitari, ma piuttosto il contrario: la rete territoriale comincia a funzionare e a intercettare una parte sempre più ampia dei bisogni di cura meno urgenti. Nel 2025, infatti, gli accessi complessivi ai pronto soccorso di Ravenna, Lugo e Faenza sono diminuiti rispetto al 2024. A Ravenna si è passati da 90.331 a 84.617 accessi, per un sensibile calo di 5.700 unità, a Lugo da 36.923 a 36.183, mentre a Faenza da 37.212 a 36.094. Un andamento che trova spiegazione soprattutto nel consolidamento dei Cau, i Centri di assistenza e urgenza per i casi a bassa complessità: quello di Ravenna è stato attivato nel gennaio 2024, mentre quelli di Lugo e Faenza sono entrati in funzione nel giugno dello stesso anno.

La riduzione riguarda soprattutto i codici di gravità più bassi, cioè quei casi che spesso non richiedono un vero trattamento di emergenza ospedaliera. Il calo più evidente si registra nei codici bianchi: -2,5% a Ravenna, -36,8% a Lugo e -22,6% a Faenza. In diminuzione anche i codici verdi, che indicano condizioni poco urgenti: -11,9% a Ravenna, -7,6% a Lugo e -11,7% a Faenza. Diverso l’andamento dei codici azzurri, che rappresentano le urgenze differibili. A Ravenna si registra una lieve flessione (-3,2%), mentre a Lugo e Faenza gli accessi crescono rispettivamente del +10,8% e del +13,6%. Al di fuori del fenomeno legato ai Cau restano invece le situazioni più gravi: i codici arancioni, che indicano un’urgenza reale, sono in aumento in tutti e tre gli ospedali (+4,8% a Ravenna e Faenza, +17,6% a Lugo), mentre i codici rossi, cioè le emergenze più critiche, rimangono sostanzialmente stabili (-0,5% a Ravenna, +0,4% a Lugo e -1,3% a Faenza). Se da un lato i pronto soccorso registrano meno accessi complessivi, dall’altro cresce il ruolo dei Cau sul territorio. Nel 2025 il centro di Ravenna ha contato 27.331 accessi, quello di Lugo 23.110 e quello di Faenza 18.902, per un totale di 69.343. Numeri che confermano come questi presidi stiano diventando un punto di riferimento per i cittadini quando si tratta di problemi sanitari urgenti ma non gravi, contribuendo a ridurre la pressione sui pronto soccorso.

Il modello è destinato a evolversi ulteriormente nei prossimi anni. La Regione punta infatti a riorganizzare la rete delle urgenze territoriali a bassa complessità, valorizzando l’esperienza dei Cau e integrandola maggiormente con il sistema sanitario locale. In molti casi i centri verranno progressivamente trasformati negli ambulatori delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), mantenendo il ruolo di presidio di prossimità per i cittadini.

Le Aft rappresentano una forma organizzativa della medicina territoriale basata sulla collaborazione tra medici di famiglia: gruppi di professionisti che lavorano in modo coordinato, condividendo strumenti e obiettivi assistenziali per garantire una copertura più capillare e continua dei bisogni sanitari. In questo modello gli ambulatori diventano il primo punto di riferimento per le urgenze non differibili, integrati con gli altri servizi dell’assistenza primaria.

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