Sembravano i sintomi di un virus gastrointestinale. In due giorni è morta, dopo il trasporto ospedale. Un vuoto enorme, inspiegabile, quello lasciato dalla scomparsa di Jessica Francisconi, 31 anni, una delle anime della squadra di volley Portuali Ravenna. Per fare luce sulle cause di un dramma che nessuno avrebbe mai immaginato sarà effettuata domani un’autopsia amministrativa, esame deciso in ambito ospedaliero che tuttavia non potrà colmare il dolore vissuto in queste ore dai familiari, i genitori di Jessica, il compagno Stefano Rambelli e la loro bimba di 7 anni, Cecilia.
I primi sintomi, stando a quanto trapela, erano emersi mercoledì. In apparenza i classici segni di un virus, di quelli che combatti con acqua e riposo. Giovedì mattina pare non fosse ancora in forma quando la madre è passata per accertarsi delle sue condizioni, fino a quel momento non ancora preoccupanti. Nel pomeriggio, tuttavia, è stato allertato il 118. Jessica avrebbe iniziato a manifestare difficoltà respiratorie, al punto da richiedere l’intervento dell’ambulanza a casa. è stato solo allora che i sanitari di fronte alle condizioni della ragazza, ritenute critiche, hanno deciso di portarla d’urgenza in ospedale, dove è giunta in condizioni ormai critiche. Nel tardo pomeriggio il nosocomio ha chiamato il compagno per informarlo della situazione. Una situazione disperata, che non ha lasciato margine ai medici e sulla quale ora verranno eseguiti i dovuti approfondimenti.
Ieri, in segno di lutto, i centri sportivi di Marina di Ravenna e Porto Fuori sono rimasti chiusi, annullando anche il torneo misto di oggi. Partite disputate invece a porte chiuse per le due squadre di Serie C.