È in programma per sabato 24 gennaio alle 18 a Porta Adriana il saluto che l’Amministrazione intende rivolgere a ‘Il Pavimento’ realizzato da Nicola Montalbini in occasione della IX Biennale del Mosaico Contemporaneo.
“Gli straordinari numeri registrati dalla IX Biennale del mosaico Contemporaneo - ha illustrato il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni - hanno dimostrano l’efficacia della scelta di incentrarla sul concetto di luogo condiviso, che ci ha permesso di cogliere un’idea di bellezza e senso nella frammentarietà. Un modo di procedere che ha tenuto e che tiene insieme le tante anime e i tanti luoghi della città, che si sono accesi alimentando l’arte non solo negli spazi ‘deputati’, come è accaduto per la mostra di Chagall al Mar, ma anche in luoghi di pubblico passaggio, come è avvenuto per il mosaico in questione, realizzato da Nicola Montalbini a Porta Adriana. Le sue figure bizzarre e bellissime che ci guardano dal basso hanno affascinato chi si è trovato a passare da una delle porte di ingresso al centro, contribuendo ad accogliere, ma anche a veicolare l’immagine della nostra città. Questo Pavimento, e tutto il dibattito molto partecipato che ha innescato, ci ha ribadito la diversità delle componenti che concorrono al concetto di cultura, e a quello che un’Amministrazione può e dovrebbe fare per favorire un dialogo tra passato e futuro.
È quindi per un ‘arrivederci a presto’ a quest’opera che invito cittadine e cittadini a Porta Adriana alle 18 di sabato 24 gennaio, con l’impegno di ritrovarci, a breve, per inaugurare la sua futura collocazione”.
“Il Pavimento - ha sottolineato l’assessore alla Cultura e al Mosaico Fabio Sbaraglia - ha posto alla città la questione centrale di quanto delicato possa essere l’equilibrio tra tutela e valorizzazione del patrimonio storico, produzione artistica e culturale del presente e identità dello spazio pubblico. Lo ha fatto muovendo fin dalla sua inaugurazione una partecipazione straordinaria della comunità, evidenziando un forte desiderio di stupore dei ravennati, e chiamando in causa la responsabilità delle istituzioni. Lo scopo di questa installazione non è mai stato lo scontro istituzionale, ci interessa invece che questa riflessione non si esaurisca, che si allarghi e porti, se necessario, ad un pensiero nuovo. Per questo resta per noi prioritario non fare di quest’opera il feticcio di una battaglia, ma la testimonianza di un movimento che, a questo punto, ha ancora più bisogno di essere pubblicamente valorizzata”.
“Un’opera temporanea rischia di subire un luogo, ma un’opera permanente ne fonda uno nuovo - ha riassunto l’artista, Nicola Montalbini -. Per questo, di fronte al parere legittimo della Soprintendenza, non posso che condividere e ringraziare l’Amministrazione per la scelta di raccogliere la volontà espressa anche dalla città e di continuare a far vivere Il Tappeto in uno spazio altro”.