Ravenna. Morì 44 giorni dopo l’incidente. Indagati conducente e 34 sanitari

Rimasto coinvolto in un incidente stradale, era morto 44 giorni dopo in ospedale. Un notevole arco temporale, tale da sollevare più di un dubbio sulle cause del decesso, da imputare esclusivamente al sinistro oppure anche alle modalità con le quali erano state successivamente condotte le cure. Ecco perché 34 operatori sanitari sono indagati insieme al conducente 80enne che il 25 luglio del 2024 tamponò con la propria auto la moto sulla quale viaggiava Franco Bagnoli. Quest’ultimo morì il successivo 8 ottobre all’ospedale di Ravenna all’età di 65 anni, lasciando la mamma Anna e la sorella Franca.

Come da prassi, il fascicolo aperto inizialmente dal pm Monica Gargiulo per lesioni stradali nei confronti del conducente fu integrato con la nuova ipotesi di reato, valutando la dinamica dell’incidente ricostruita dai primi rilievi effettuati il giorno stesso. Era emerso che l’auto Hyundai dell’80enne si era immessa nella rotonda da via Senterione senza dare la precedenza alla moto Yamaha Xmax guidata da Bagnoli. In pratica, il 65enne fu tamponato, finendo a terra. Purtroppo il ricovero non servì a salvargli la vita. Il decesso fu registrato un mese mezzo dopo per “arresto irreversibile delle funzioni encefaliche”.

La Procura non si è fermata però alla ricostruzione dell’incidente. Nell’obiettivo di stabilire il nesso di causalità tra “scontro, lesioni ed evento morte”, ha affidato proprie consulenze sia di carattere cinematico, sia di tipo medico. E ora, all’esito di queste prime risultanze attualmente messe agli atti del fascicolo, ha ritenuto opportuno chiedere al giudice per le indagini preliminari Andrea Galanti una perizia, avvisando parallelamente anche il personale medico che in quei 44 giorni ebbe in cura la vittima. Ecco come mai il registro degli indagati contempla proprio tutti i sanitari del presidio ospedaliero (tra i difensori figurano gli avvocati Giovanni Scudellari, Federica Melandri, Sara Scarpellini, Monia Socci e Carlotta Mattei) venuti a contatto con il paziente prima del decesso. In questa fase l’ordinanza che fissa l’incidente probatorio rappresenta un atto dovuto e consente a ognuno di nominare un proprio consulente di parte. La stessa opportunità è offerta anche alla sorella del 65enne, assistita dall’avvocato Francesco De Angelis.

Il gip ha disposto un doppio accertamento tecnico: la ricostruzione dell’incidente sarà svolta dall’ingegnere Francesco Rendine, mentre la perizia medico-legale verrà condotta dalla dottoressa Raffaella Marino. L’esito della perizia sarà con buona probabilità determinante nel numero delle persone per le quali, alla conclusione delle indagini, potrebbe essere chiesto il processo.

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