Ravenna, medici indagati, la visita da cui è partito tutto

RAVENNA. Tutto nasce da un certificato medico del 10 luglio 2025. Da una visita effettuata a un extracomunitario accompagnato dalla Questura perché destinato a un Cpr. Il certificato di non idoneità rilasciato da una dottoressa del reparto Infettivi avrebbe però allegato un modulo prestampato, con la dicitura “Bozza di modulo per la valutazione di non idoneità alla vita nel Cpr”. Era lo stesso modulo scaricabile dal sito della Simm. A insospettire, alcune valutazioni ritenute estranee all’accertamento delle patologie indicate nella direttiva del Ministero dell’Interno del 2022, la cosiddetta “direttiva Lamorgese”. Venivano menzionate l’indisponibilità di una documentata anamnesi, tempi ridotti della visita medica, inidoneità del Cpr di Bari a fornire cure adeguate, e deontologia medica.

Il giorno stesso la dottoressa, interpellata dalla Questura, si sarebbe rifiutata di fornire spiegazioni, riferendo che il giorno successivo avrebbe inviato un nuovo referto che annullava quello precedente. Nel secondo certificato il medico avrebbe attestato “un sospetto quadro di malattia polmonare cronica”. Peccato che dalla radiografia toracica non risultasse alcuna evidenza. Da qui, la prima informativa alla Procura senza ipotesi di reato ha ben presto portato all’iscrizione della prima indagata. Un primo passo, al quale è seguita la verifica di tutti i pareri rilasciati da gennaio 2024 fino a gennaio 2026, ampliando il numero dei medici ora sotto inchiesta. Ravenna, medici indagati

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