RAVENNA. I monumenti paleocristiani di Ravenna, sito Patrimonio Mondiale Unesco, “sono un esempio concreto di come si possa fare rete tra associazioni e istituzioni, non solo per parlare di accessibilità ai siti e agli spazi, ma anche di inclusione lavorativa come occasione di crescita e di costruzione di percorsi di vita all’interno della dimensione culturale e artistica italiana”. Lo dice Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, intervenendo all’evento ‘Accessibilità e inclusione nei siti Unesco”, promosso dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna-Cervia insieme agli enti coinvolti nella gestione del sito Unesco in occasione dell’aggiornamento del piano di gestione. La Rete Bilt (Bellezza, Inclusione, Lavoro, Talenti) oggi presente all’evento con numerose associazioni, “è una dimostrazione pratica di come l’accessibilità possa diventare occasione di inclusione lavorativa. È una realtà che sta crescendo in tutta Italia per offrire a molte persone con disabilità, in particolare intellettive e relazionali, la possibilità di lavorare come guide turistiche e culturali anche all’interno dei siti patrimonio dell’Unesco”, aggiunge la ministra per le Disabilità. Insieme a Locatelli, sono presenti oggi le istituzioni e le comunità del territorio di Ravenna, gli enti del Terzo settore, esperti di accessibilità, i rappresentanti dei musei e delle realtà artistiche e culturali in Italia. Il prossimo appuntamento per parlare di accessibilità è in programma il 22 aprile a Firenze, alla Leopolda, dal titolo ‘Italia Insieme’, e sarà dedicato al tema del turismo accessibile. “Saranno presenti tutte le regioni- spiega Locatelli- che racconteranno i progetti realizzati in questi anni grazie ai fondi messi a disposizione dal ministero per le Disabilità, insieme a enti del Terzo settore, associazioni, operatori privati e tecnici del settore. Momenti di confronto fondamentali per continuare a far crescere il Paese, sia dal punto di vista economico che da quello dell’inclusione”.
Ravenna, Locatelli: “Siti ravennati Unesco esempio di inclusione lavorativa”