Un’automobile completamente distrutta dal fuoco sul ciglio della strada, un ingente carico di pesce d’acqua dolce di cui non si riesce a dimostrare la provenienza e un documento falso. È il bilancio di un controllo della Polizia di Stato svolto nei giorni scorsi sulla Statale 16 Reale, all’altezza della frazione di Mezzano.
Ravenna, lo strano caso dell’auto carbonizzata carica di pesce e i documenti falsi: arrestata una donna
L’incendio e il carico di pesce misterioso
La pattuglia della Polizia Stradale di Ravenna è intervenuta sulla Statale in seguito alla segnalazione di un veicolo avvolto dalle fiamme. Una volta arrivati sul posto, gli agenti hanno trovato la vettura ferma sul margine destro della carreggiata, completamente carbonizzata e con il rogo ormai domato dai Vigili del Fuoco.
A bordo viaggiavano due persone straniere: una donna di 40 anni, che ha dichiarato di essere alla guida, e un uomo di 39 anni. Durante le verifiche sul veicolo, gli agenti hanno notato la presenza di un’ingente quantità di pesce d’acqua dolce, presumibilmente storioni. Interrogati sulla provenienza del pescato, i due non sono stati in grado di fornire alcuna documentazione, giustificandosi con l’affermazione che le relative fatture d’acquisto erano andate bruciate nell’incendio. Per chiarire la natura del carico è stato richiesto l’intervento della Polizia Provinciale, mentre la Polizia Stradale si è occupata dei rilievi per i danni causati dal rogo alla sede stradale.
Documento falso e precedenti per bracconaggio: scatta l’arresto
A sollevare i maggiori dubbi è stata la documentazione esibita dalla quarantenne, in particolare una carta d’identità rumena (affiancata a un permesso provvisorio di guida inglese) che presentava evidenti anomalie. Gli approfondimenti sono stati estesi alle autorità rumene, che hanno confermato le perplessità dei poliziotti. Successivi accertamenti tecnici condotti dalla Polizia Locale di Ravenna hanno certificato che il documento era effettivamente contraffatto.
Dai controlli incrociati sul database delle forze dell’ordine sono inoltre emersi diversi precedenti a carico dei due occupanti: in particolare, il trentanovenne era già noto per reati ambientali e bracconaggio ittico. Alla luce dei fatti, la donna è stata tratta in arresto in flagranza di reato per possesso di documenti falsi validi per l’espatrio, misura che è stata poi convalidata dall’Autorità Giudiziaria.