Ravenna, le voci delle imprese sul centro storico: “Ha valore ma servono strategie per rilanciarlo”

Ravenna
  • 08 luglio 2026

RAVENNA - Da diverso tempo, nel centro storico di Ravenna sempre più saracinesche si abbassano la sera per non rialzarsi più il mattino seguente: la fumetteria “L’Eternauta” in via Baccarini è solo l’ultima di una lunga lista di attività storiche che hanno spento le luci delle loro vetrine. Questo fenomeno è sintomo di un problema più preoccupante: il centro non è più attrattivo come un tempo.

«Mi sento di dire che ad oggi il nostro centro storico non è più percepito come luogo del commercio di eccellenza anche da chi ha le capacità decisionali politiche», dichiara Mauro Tagiuri, longevo proprietario dell’omonima boutique ravennate ed ex-presidente della Confesercenti Ravenna. «E’ difficile raggiungerlo, i costi dei parcheggi sono raddoppiati e gli eventi organizzati stanno diminuendo, anche se quest’anno con Ravenna Festival abbiamo ripreso un buon rapporto», continua. Il tema dell’attrattività si lega all’appello lanciato qualche giorno fa dal presidente di Ascom Ravenna Mauro Mambelli all’amministrazione comunale: «Il mio discorso, che forse è stato frainteso, puntava non sull’apertura di nuove attività che rappresentano gusti e culture diverse perché nel tempo ci siamo abituati a sperimentare, bensì sull’importanza di tutelare quelle che esistono e che raccontano la nostra tradizione per evitare che chiudano».

E in questo il Comune potrebbe intervenire per invertirne la rotta: «Prima di tutto, è necessario investire più nello sviluppo del centro storico in modo tale che possa recuperare, anche agli occhi di imprenditori interessati, l’attrattività di un tempo. Poi, si potrebbe pensare ad incrementare gli incentivi esistenti in ottica di prevenzione e preservazione» spiega Mambelli. Secondo il presidente Ascom, al momento la maggior parte del sostegno finanziario a disposizione dei commercianti arriva ad attività avviata e non viene erogato a monte per iniziarla, se non in particolari situazioni. Della stessa veduta è anche Riccardo Ricci Petitoni, responsabile per il settore Commercio e Centro Storico della Confesercenti della provincia di Ravenna: «L’effetto “chiusura della saracinesche” è contagioso e quando una via muore o si spopola di negozi non dà fiducia né al turista che visita il centro per la prima volta, né al ravennate che ha visto cambiarlo sotto i propri occhi e nemmeno all’imprenditore volonteroso di aprire un negozio».

A questo effetto domino si aggiungono nuovi modelli di business poco coerenti con il centro città e non ancora chiaramente regolamentati. «Esiste un regolamento comunale un po’ datato che esclude dal centro storico alcune attività poco coerenti: grandi magazzini, pompe funebri e officine meccaniche. Dovrebbe essere aggiornato vista l’affermazione di nuovi disegni imprenditoriali – distributori automatici ed empori aperti fino a tarda notte», continua Ricci-Petitoni. La soluzione ideale, secondo Confesercenti, sarebbe da un lato regolamentare aggiungendo più presidi mirati; e dall’altro ravvivare alcune zone spente attraverso micro-eventi di via o di borgo: «La sinergia tra gli esercenti che organizzano questo tipo di iniziative renderebbe il centro più vivo non solo per i turisti, ma anche per i ravennati stessi», conclude. Per Chiara Roncuzzi, titolare di uno storico negozio di abbigliamento in centro e presidentessa di Confartigianato Donne Impresa, i turisti fanno la differenza. «Riconosco la tendenza in corso, ma io sono ottimista: a differenza di altri centri storici della Romagna, Ravenna può vantare un flusso di turisti pressocché costante — da marzo ad ottobre — grazie agli accosti crociere, più tutti quelli che arrivano durante l’anno per visitare i nostri monumenti Unesco».

Anche per Cna, il traffico crocieristico si traduce in un’opportunità da cogliere. «Arrivano a Ravenna visitatori internazionali con buone capacità di spesa: intercettare questi flussi conviene a tutta la città» dichiara l’associazione. Questa visione speranzosa non ignora però l’urgenza di intervento: «Il centro di Ravenna ha tutte le carte per essere attrattivo e vitale, però serve una regia condivisa tra Comune, associazioni e operatori economici», affermano Enrico Rosso ed Andrea Alessi, rispettivamente presidente e responsabile comunale dalla Cna Ravenna. Una visione con cui concorda Roncuzzi e che si potrebbe tradurre nella creazione di «commissioni con rappresentanti comunali e della associazioni di categoria che decidono a tavolino una composizione commerciale equilibrata ed eterogenea del centro storico. All’estero esistono già modelli funzionanti, perché non provare ad adattarli al nostro territorio».

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