Ravenna, lavoro: nel 2025 irregolarità nel 63% delle aziende ispezionate

Ravenna
  • 10 luglio 2026

RAVENNA - Per comprendere l’entità degli infortuni e delle morti sul lavoro servono i numeri e ieri nel corso della commissione consiliare Lavoro e sviluppo economico è emersa la fotografia del fenomeno nel 2025 e negli anni precedenti. Con 20 unità l’Ispettorato del lavoro nel 2025 ha chiuso 594 ispezioni con una media di irregolarità riscontrata nel 63% delle aziende visitate. Dal punto di vista della salute, della sicurezza e della legislazione sociale il dirigente Oscar Esci ha ricordato che le irregolarità sono per il 41% nell’edilizia, l’80% nell’industria e nell’agricoltura. Nel 2024 le irregolarità erano il 97% nell’industria, l’84% in agricoltura, 73% nel terziario, 40% nell’edilizia tra lavoro nero e fenomeni del lavoro grigio.

Dalla banca dati dell’Inail con il direttore territoriale Inail Giulio Oliverio emergono 11 gli infortuni mortali in provincia, 6 nel comune di Ravenna, due quelli riconosciuti come tali; nel 2024 e 2023 furono 4 in città; 9 nel 2024 sull’intero territorio, 17 nel 2022. Guardando le denunce complessive, comprensive di infortuni non mortali su Ravenna sono 2.587 nel 2025; 2.879 nel 2024; 2.754 nel 2023; 2.866 nel 2022. Negli ultimi 5 anni in provincia sono stati indennizzati 18.142 infortuni, 1.462 a Ravenna. Industria e servizi, agricoltura e servizi per conto dello Stato gli ambiti più colpiti, con infortuni a carico di patologie muscolo scheletriche. Per l’Ausl il coinvolgimento è avvenuto in due infortuni mortali, nel 2026 le indagini per infortunio sul lavoro aperte sono 6, in linea con gli anni precedenti. Le attività ispettive si sono svolte nel 2025 in 400 cantieri in edilizia, 100 sopralluoghi al porto, 65 ispezioni in agricoltura. Gli incidenti mortali, ha specificato il dirigente Ausl Francesco Martinini, sono legati alle attrezzature non a norma, alle cadute dall’alto, alle piattaforme di lavoro e al rischio chimico cancerogeni.

Da parte dei sindacati, il segretario della Uil Carlo Sama esprime preoccupazione per i numeri forniti: «Dobbiamo arrivare a zero, non alla riduzione degli infortuni. Il tema si intreccia con la legalità. Le situazioni più a rischio si annidano nei subappalti, la Uil chiede da tempo l’istituzione dell’omicidio sul lavoro». Roberto Baroncelli di Cisl Romagna punge la Prefettura sul protocollo su legalità e sicurezza che non ha funzionato come auspicato, mentre per Manuela Troncossi, segretaria di Cgil, «è necessario porre massima attenzione sul numero di denunce, sulle vittime non riconosciute e lavorare sulla cultura del lavoro». Parlare di caporalato, per il consigliere Filippo Donati di Viva Ravenna, «significa parlare di mafia». Per Alvaro Ancisi di Lpra «il territorio e la rete delle imprese dovrebbe guardare dentro se stesso». Il presidente della commissione Nicola Staloni di Avs ha annunciato la volontà di convocare la commissione sul tema ogni anno.

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