Ravenna, «lavoro e sono sola, come faccio?» Pochi posti nei Cren, rivolta delle mamme

Ravenna
  • 15 giugno 2024

Una raccolta firme online per protestare contro i posti negli asili nido, e soprattutto nei Cren, insufficienti per far fronte a tutte le richieste. La petizione su Change.Org, il sito specializzato in questo genere di iniziative, ha già raccolto quasi 300 sottoscrizioni. Ci sono anche alcune testimonianze, dal momento che è possibile lasciare un commento: «Famiglia con due genitori dipendenti Ausl - scrive una mamma - nessun nonno o aiuto, nessun posto disponibile al nido». Una situazione piuttosto comune: soprattutto in città le richieste per gli asili si esauriscono in fretta. La domanda, anche grazie ai bonus regionali e statali, è aumentata molto pur in presenza del calo demografico. «Nel nostro Comune - si legge nel testo della raccolta firme - , molte famiglie si trovano in difficoltà soprattutto durante i mesi estivi (luglio e agosto) a causa della chiusura degli asili e materne e restano puntualmente escluse dalle graduatorie dei Cren comunali. Questo crea un problema significativo per i genitori che lavorano e non possono permettersi altre forme di assistenza per i loro figli».

In particolare la chiusura estiva comporta «difficoltà per le famiglie lavoratrici: i genitori devono cercare soluzioni alternative spesso costose e lontane dalla propria abitazione». Si segnala anche un «impatto negativo sui bambini: la mancanza di continuità educativa può influire negativamente sulla quotidianità dei bimbi, per i quali la routine è molto importante». Perciò i firmatari chiedono all’amministrazione comunale di instaurare un dialogo concreto con famiglie, associazioni, cooperative, associazioni di categoria del territorio: «Bisogna garantire l’apertura estiva almeno parziale degli asili e materne o ampliare la disponibilità di posti dei centri ricreativi estivi comunali». La petizione esorta poi i genitori a protestare congiuntamente: «Bisogna unire le forze. Un comune con scarse politiche a sostegno della natalità e dell’infanzia è un Comune destinato a fallire».

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