RAVENNA - La parte cittadina di via Trieste diventerà di fatto una strada a fondo cieco a partire da lunedì 9 marzo. Quel giorno inizieranno infatti i lavori di ricostruzione del ponte sullo scolo Lama, da tempo in programma. Ormai terminata la fase preliminare - con lo spostamento dei vari servizi che passano da quel tratto - si procederà quindi con la chiusura della strada e con l’apertura del cantiere che prevede l’abbattimento e il rifacimento del ponte.
La fine dei lavori è prevista per il 30 giugno. Ci saranno quindi quasi tre mesi di disagi per i ravennati che transitano in quel tratto di strada, all’altezza del Pala De André. Si dovrà passare da via Canale Molinetto oppure, se diretti in zona ponte mobile, percorrere le strade sull’altra sponda del Candiano. Proprio per questo, a fine febbraio, in previsione di un aumento dei flussi di traffico, è stato rifatto l’asfalto di via Attilio Monti, la strada del ponte mobile. È prevedibile infatti che il traffico aumenti e che si appesantiscano ulteriormente gli ingorghi che nelle ore di punta si formano tra le due rotonde dell’attraversamento del Candiano.
C’è poi l’incognita dei tempi: al 30 giugno la stagione balneare è già ampiamente nel vivo e via Trieste è la strada principale per dirigersi a Marina di Ravenna. È tuttavia probabile che i disagi maggiori li abbiano i cittadini che lavorano in zona Darsena e chi deve portare i figli a scuola. Tra gli effetti positivi dei lavori ci sarà almeno la possibilità per gli autobus di transitare nuovamente sopra il ponte. Dopo l’alluvione del maggio 2023, infatti, era stato deciso per motivi di sicurezza di vietare il passaggio delle corriere. Così la linea 8 e la linea 80, che dal Pala De André si recavano in stazione passando da via Trieste, hanno cominciato a percorrere via Canale Molinetto. Una situazione che ha sollevato anche alcune proteste per la mancanza di bus. Oltre al danno è arrivata anche la beffa, dal momento che proprio la linea 80 è stata scelta dal Comune come gratuita nel tratto cittadino. Dopo i lavori è presumibile che le linee di TPL tornino al loro percorso originale, dopo tre anni.