Nella tarda mattinata di lunedì 24 novembre, i carabinieri della stazione di Bagno di Romagna, con la collaborazione dei colleghi della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ravenna, hanno denunciato un uomo di 39 anni e una donna di 30 anni, presunti autori del reato di “truffa aggravata”.
La coppia, spacciandosi per personale appartenente all’Arma dei Carabinieri, aveva poco prima perpetrato una truffa in una frazione di Ravenna ai danni di una coppia di anziani. La truffa era stata avviata con la telefonata di un terzo complice, che aveva fatto credere agli anziani che la loro auto era stata utilizzata per compiere una rapina a Ravenna. Il complice li aveva poi indotti a consegnare denaro contante e gioielli in oro a un loro “collega” che, di lì a poco, sarebbe arrivato a casa loro per verificare che le banconote e i preziosi non fossero provento della fantomatica rapina e, quindi, per evitare il carcere. In tale circostanza, gli anziani, preoccupati per la grave accusa per la quale rischiavano di essere incriminati, hanno racimolato tutto il contante che avevano a disposizione (circa 1.800 euro), nonché i preziosi di una vita conservati in casa (del valore di diverse migliaia di euro), consegnando il tutto alla persona che, come anticipato dal complice telefonista, si è poi presentata alla porta di casa e li ha informati di dover portare via denaro e preziosi per le verifiche del caso.
Successivamente le vittime hanno ricevuto, presso la loro abitazione, una pattuglia di veri Carabinieri, informati dell’accaduto, che hanno subito acquisito i dati e attivato negli accertamenti i carabinieri della Sezione Operativa di Ravenna. Questi ultimi sono riusciti a individuare il veicolo utilizzato, diramando le ricerche alle limitrofe centrali operative del territorio, tra le quali quella della Compagnia di Cesena. Sono stati subito predisposti posti di blocco lungo la E45, strada spesso percorsa da tali autori diretti verso i luoghi di provenienza. Lì i carabinieri di Bagno di Romagna, supportati anche da quelli di Sarsina e Verghereto, sono riusciti a intercettarli, inseguirli e bloccarli.