Erano stati chiamati per sedare una lite in famiglia. Ma una volta sul posto, gli agenti della Questura di Ravenna si sono trovati davanti a qualcosa di più: un appartamento che nascondeva droga e attrezzatura per lo spaccio.
È successo nel primo pomeriggio di giovedì 6 marzo, intorno alle 14:50. Un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico è intervenuto in un’abitazione a seguito della segnalazione di un acceso diverbio tra i due occupanti: una donna italiana di 33 anni e un uomo italiano di 39. Durante le fasi di identificazione, però, gli agenti hanno avvertito un forte e inconfondibile odore acre provenire dall’interno dell’appartamento. Un dettaglio che non è passato inosservato.
Il sospetto si è subito trasformato in una perquisizione domiciliare, che ha dato esito positivo: all’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati 13,19 grammi di marijuana, 17,15 grammi di hashish e un bilancino di precisione, ritenuto destinato al confezionamento delle dosi.
Entrambi i soggetti sono stati deferiti in stato di libertà alla magistratura per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso.
Il caso è emblematico di come un intervento apparentemente ordinario - una lite condominiale, una chiamata al 113 - possa rivelare situazioni ben più complesse. La presenza costante degli equipaggi sul territorio si conferma strumento fondamentale non solo per rispondere alle emergenze, ma anche per intercettare condotte illecite che altrimenti resterebbero nell’ombra.