Non può essere considerato un falso “innocuo” quello delle ricette mediche contraffatte per acquistare farmaci, anche psicotropi. Lo scrive il giudice Roberta Bailetti nelle motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna a tre mesi (pena sospesa) della colf romena Elena Vasi Susma, 55 anni, accusata di avere falsificato la firma del medico che assisteva, il dottor Danilo Molducci, morto il 28 maggio 2021 nella sua abitazione di Campiano.
La donna non ha mai negato di avere scritto le ricette, sostenendo di averlo fatto “sotto dettatura” perché il medico, ormai gravemente malato, non riusciva più a firmare. Una versione ritenuta non sufficiente dal giudice, che ha evidenziato come si trattasse di medicinali «non erogabili senza prescrizione» e «contenenti principi attivi di natura psicotropa».
Le anomalie erano emerse dalle segnalazioni di due farmacie ravennati, insospettite da acquisti frequenti e quantitativi ritenuti eccessivi. Il caso si intreccia con il procedimento per omicidio che aveva visto imputati la colf e il figlio del medico, poi assolti. Resta pendente il ricorso della Procura sulla posizione dell’erede. La difesa della 55enne annuncia appello contro la condanna per falso.
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