Ravenna, la maglietta della prof sotto accusa nell’interrogazione di Morrone (Lega Nord)

Ravenna
  • 01 aprile 2026

RAVENNA. La maglietta con la scritta “partigiani sempre” indossata da un’insegnante dell’Istituto Ginanni di Ravenna finisce in un’interrogazione di Jacopo Morrone al ministro dell’Istruzione.

«La bella notizia di oggi per la scuola», scrive il deputato e segretario della Lega Nord Romagna, «è un ‘risultato storico’, come ha evidenziato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valdidara, è la firma del contratto nazionale ‘Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027’ da parte di tutti i sindacati e Aran, che prevede incrementi retributivi consistenti per il personale. Ma c’è anche una segnalazione più critica contenuta in una mia interrogazione allo stesso ministro su un principio che ritengo condiviso da tutti: la scuola deve essere libera e pluralista, fonte di conoscenza critica senza condizionamenti e di ricerca continua della verità. Di qui discende che si devono bandire dall’insegnamento propaganda e indottrinamento, anche in forme indirette, determinati da ideologismi pregiudizievoli e visioni partitiche unilaterali».

“Nei giorni immediatamente seguenti all’esito del referendum, in via anonima, mi è giunta notizia che una docente dell’Istituto tecnico commerciale (Itc) G. Ginanni di Ravenna si sarebbe presentata a scuola indossando una maglietta, chiaramente visibile sotto una camicia rossa, con lo slogan ‘partigiani sempre’», scrive Morrone. «Sembra che questa maglietta faccia riferimento a un pezzo musicale di una band che, pur richiamandosi al ruolo storico che ebbero le diverse anime politiche, sociali e militari nell’obiettivo di liberare l’Italia dall’occupazione nazista, potrebbe rappresentare, indossata in un contesto scolastico, una sorta di invocazione ideologica alla ‘resistenza’ contro chi viene considerato il ‘nemico’ per liberare il Paese, riprendendo la terminologia della lotta partigiana e costruendo una sorta di parallelo tra resistenza storica armata e opposizione politica. Qui non è in discussione la legittima e doverosa libertà di insegnamento ma la trasmissione di opinioni a senso unico, parziali e faziose. Da queste considerazioni, la richiesta al ministro se non convenga sul fatto che i docenti debbano esprimere imparzialità negli istituti scolastici non solo col linguaggio ma anche con un abbigliamento consono al ruolo che ricoprono e se e quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire che in alcun modo i docenti facciano proselitismo partitico o ideologico utilizzando il loro importante ruolo per indottrinare, anche indirettamente, gli studenti».

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