Barba incolta, accompagnato dalla madre e con lo sguardo tirato di chi, per diverso tempo, ha fatto avanti e indietro dalle aule giudiziarie, uscendone lo scorso febbraio con una condanna in primo grado a 4 anni e 2 mesi, peraltro pronunciata all’indomani della radiazione dall’ordine dei Medici veterinari. Mauro Guerra, è tornato ieri in tribunale a Ravenna per discutere davanti al Riesame la richiesta di dissequestro di 250mila euro.
L’udienza si è svolta davanti al collegio presieduto dal giudice Antonella Guidomei, che si è riservato sulla decisione. Guerra, 52 anni, era difeso dall’avvocato Carmelo Marcello (legale che assiste il dottore insieme ai colleghi Claudio Maruzzi e Antonio Vincenzi). Al centro della discussione una parte delle somme sottoposte a sequestro preventivo finalizzato alla confisca nell’ambito dei reati tributari contestati al professionista. Un’evasione che, dopo i vari passaggi processuali, era stato ridimensionato a circa 413mila euro. Proprio il capitolo fiscale del lungo processo aveva portato il giudice Piervittorio Farinella a ritenere l’ex veterinario responsabile per l’evasione emersa a partire dal 2015 fino al 2019, con cifre che superano i 627mila euro di imposte non versate. Prescritti invece i reati fiscali ricondotti al 2014. La sentenza, oltre a disporre la confisca dell’ambulatorio di Sant’Antonio e del suo contenuto, aveva stabilito il sequestro di 213.582 euro corrispondenti alla differenza tra il totale sottratto al Fisco e quanto già versato dall’imputato. Cifre che però la difesa ha contestato.
Le accuse mosse nei confronti dell’ex medico si ampliano su numerosi altri fronti legati all’esercizio della professione veterinaria. Si parla - citando solo alcuni capi d’imputazione - di eutanasie non necessarie di animali e maltrattamenti, oltre a una gestione non ortodossa dei farmaci e dei materiali della clinica. Per motivare le ragioni della sentenza il giudice si era preso inizialmente 90 giorni, scaduti a inizio settimana. Il magistrato ha tuttavia chiesto una proroga di ulteriori 90 giorni per il deposito. Nell’attesa, è verosimile che il tribunale del Riesame sciolga prima la riserva sul denaro finora congelato.