Ravenna, l’ex “suocera” perseguita il deejay: chiamate e imboscate durante le serate

Ravenna
  • 24 aprile 2026

Si era presentata nello stabilimento balneare dove il dj stava lavorando, nonostante il divieto di avvicinamento disposto dal giudice. Non era una fan. Era piuttosto una di casa, o meglio, lo era stata fino a qualche tempo prima, finché il ragazzo non aveva deciso di troncare la relazione con sua figlia. In un colpo solo aveva spezzato due cuori; e lei, madre 56enne di una ragazza poco più che 20enne, si sarebbe sentita in dovere di tentare il tutto per tutto per difendere l’onore della figlia. Fra appostamenti, messaggi e voci messe in giro sul conto del musicista e delle sue nuove frequentazioni, la donna si era beccata una denuncia per stalking e un divieto di avvicinamento. Infine era stata arrestata per avere violato la misura emessa dal giudice. Ora, nei suoi confronti la procura ha chiesto il rinvio a giudizio.

L’udienza preliminare si è tenuta ieri davanti al giudice Corrado Schiaretti, ma è stata rinviata al prossimo mese di giugno. La donna è difesa dall’avvocato Elena Fabbri del foro di Rimini.

I fatti che avevano portato all’arresto della 56enne risalgono al luglio della scorsa estate, quando si era recata in uno stabilimento balneare di Milano Marittima dove il ragazzo stava suonando. Non si trattava di un incontro casuale. Secondo l’accusa la donna sapeva perfettamente che avrebbe trovato l’ex fidanzato della figlia alla consolle. La sua presenza non era però sfuggita al giovane, che sapendo della misura cautelare del divieto di avvicinamento emessa dopo la sua denuncia per atti persecutori, aveva chiamato immediatamente i carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima. Per la 56enne era scattato l’arresto per la violazione della misura cautelare. Un giorno di arresti domiciliari, poi era tornata in libertà, pur sempre con il divieto di avvicinamento.

Terminate le indagini preliminari, il procedimento vede ora la vittima, assistita dall’avvocato Alessia Tomba del foro di Bologna, nella possibilità di costituirsi parte civile al netto della strada processuale che l’imputata deciderà di seguire.

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