Ravenna, l’assessore regionale Fabi: “La nuova Casa della Comunità pronta entro l’anno”

Ravenna
  • 07 luglio 2026

La nuova Casa della Comunità di Ravenna dovrebbe essere pronta entro fine anno. Ma per completare i lavori, in ritardo rispetto al previsto, Regione e Ausl Romagna stanno valutando possibili linee di finanziamento a debito. A spiegarlo è l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, rispondendo questa mattina in Assemblea legislativa all’interrogazione del consigliere di Rete Civica, Marco Mastacchi. “Entro la fine dell’anno la Casa della Comunità di Ravenna sarà a servizio della popolazione con presenza medica H24- conferma Fabi- il ritardo nel completamento dell’opera non è imputabile né all’Ausl né alla Regione”. Resta da completare, in particolare, il secondo stralcio del progetto originario, di circa 1.200 metri quadrati, attualmente al grezzo. Per questo “l’Ausl Romagna e la Regione stanno valutando possibili linee di finanziamento - spiega Fabi - anche sulla possibilità di indebitamento”. L’assessore ci tiene comunque a ricordare che lo scorso 22 giugno, intanto, “è stata inaugurata la Casa della Comunità nella struttura poliambulatoriale Cmp e al suo interno c’è il Cup, un punto prelievi, un servizio infermieristico domiciliare e altri servizi, tra cui il centro di assistenza urgenza. È oggettivo il fatto che ci siano stati ritardi ma entro l’anno puntiamo al completamento”, ribadisce l’assessore. Resta preoccupato Mastacchi, soprattutto su quale sarà “l’impatto sui servizi alla luce di maggiori investimenti necessari”. Il 17 luglio 2024, ricorda il consigliere, fu posata la prima pietra della nuova palazzina destinata a ospitare la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità, con 20 posti letto, per un investimento complessivo di 14 milioni di euro, di cui 11,2 dal Pnrr.

“Secondo il cronoprogramma iniziale - sottolinea Mastacchi - l’opera avrebbe dovuto essere completata entro dicembre 2025, ma alla fine di maggio 2026 è stato comunicato uno slittamento alla fine di agosto 2026”. Inoltre, rimarca il consigliere, “l’aumento dei costi dei materiali ha comportato la scelta da parte dell’Ausl di lasciare circa 1.200 metri quadrati della struttura allo stato grezzo e permane un’incertezza legata al mantenimento dei finanziamenti del Pnrr”. In questo senso, segnala Mastacchi, “il passaggio da finanziamenti Pnrr al debito altera l’equilibrio economico dell’intervento, sollevando dubbi sulla sostenibilità nel medio-lungo periodo e sulla capacità di mantenere gli standard previsti”.

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