L’Unione aumenta le rette dei Crem, i centri ricreativi dedicati ai bambini della scuola materna. Lo ha deciso con una delibera la giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Gli aumenti non sono indifferenti: per i due turni più lunghi si passa da circa 78 a 93 euro. Per quello più breve di fine luglio si passa da 46 a 55 euro. Crescono anche i pasti: lo scorso anno si pagavano poco meno di sei euro, ora il servizio che comprende pranzo e merenda costerà 7,13 euro. I genitori di un bambino frequentante i due mesi e mezzo di Crem si troverebbero così a spendere, pagando la retta piena, circa 416 euro (241 di retta e 175 di pasti) contro i 352 dello scorso anno, pari a 202 di retta più 150 del servizio mensa. L’aumento è del 18%.
Nella delibera si giustifica l’incremento con la necessità di aumentare l’offerta per i Centri ricreativi organizzati dalle altre associazioni. Servizi che hanno un costo troppo alto se rapportato a quelli pubblici. Il coordinamento degli assessori ha infatti «esaminato una proposta gestionale» che «tenuto conto delle o delle risorse economiche di cui l’Unione dispone, mira ad un più esteso protagonismo delle associazioni e delle istituzioni educative presenti sul territorio nell’ambito della gestione dei Centri Ricreativi Estivi Materni, già a partire dall’estate 2025, quale unico strumento per potenziare l’offerta di servizi estivi alle famiglie».
C’è un problema, però: «Da un’analisi comparativa» emerge che le rette del pubblico sono «molto al di sotto» della retta media «generalmente applicata dai Gestori operanti nel territorio dell’Unione». Un fattore che costituisce «un forte impedimento» rispetto all’obiettivo di far sì che i genitori trovino risposte anche nel privati e non solo nel pubblico. Così «al fine di incentivare l’orientamento delle famiglie anche verso soggetti gestori diversi dall’Unione» si è deciso di aumentare le rette praticate dai Crem nelle scuole statali e comunali. La differenza di prezzo ridotta, quindi, dovrebbe essere la molla che spinge le famiglie anche a scegliere altri soggetti. Un aumento che peraltro è «graduale». Non è detto quindi che nei prossimi anni non si