Ravenna, in arrivo un’altra nave di migranti

Ravenna
  • 17 agosto 2026

Sono 73 i migranti tratti in salvo nelle acque del Mediterraneo, tra Malta e Lampedusa, dalla nave Humanity I gestita dalla ong tedesca Sos Humanity. Il ministero dell’Interno ha designato Ravenna come porto sicuro di sbarco, dove l’imbarcazione è attesa per la giornata di martedì 18 agosto. Tra i migranti soccorsi ci sono 10 minori e 4 donne.

La scelta della destinazione, distante centinaia di miglia nautiche dalla zona di soccorso, ha riacceso le polemiche sulla politica dei “porti lontani” adottata dal governo. Il sindaco Alessandro Barattoni ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di chi si trova a bordo: «Ravenna non è certo il porto più vicino, ma cercheremo di costruire tutto il percorso perché tutto funzioni al meglio dopo un viaggio disagevole e mi permetto di dire disumano».

Il primo cittadino ha poi ribadito il concetto sottolineando l’illogicità di far navigare fino al Nord Italia persone già stremate dal recupero in mare, costrette ad affrontare giorni di navigazione aggiuntivi nel pieno della calura estiva.

La gestione logistica dovrà fare i conti con i recenti cambiamenti normativi introdotti lo scorso 12 giugno. Le nuove regole hanno allungato notevolmente le tempistiche operative. Se in passato le operazioni si concludevano in poche ore, questa volta si stima serviranno circa due giorni, periodo durante il quale i naufraghi verranno comunque fatti scendere a terra.

Per la Humanity I si tratta del quarto arrivo a Ravenna: i tre precedenti erano avvenuti nel corso del 2025. Lo sbarco porterà inoltre a 28 il numero complessivo degli arrivi di migranti via mare gestiti nel porto ravennate dal 31 dicembre 2022.

Dall’inizio degli arrivi, Ravenna ha accolto complessivamente 2.465 persone, con il dato più consistente concentrato nel 2024, quando si registrarono dieci sbarchi e arrivò circa la metà del totale.

Veronica Verlicchi del gruppo consigliare de La Pigna sottolinea «la necessità di una distribuzione più equilibrata degli sbarchi tra i porti italiani, evitando che Ravenna venga utilizzata con una frequenza così elevata». Nell’ottobre scorso venne presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno che chiedeva di impegnare il sindaco a intervenire presso il Governo affinché fosse garantita una più equa distribuzione degli arrivi delle navi ong. «Quella proposta venne bocciata con i voti di Pd e Fratelli d’Italia - dice Verlicchi -. Non è credibile respingere in Consiglio una proposta che chiede di ridurre e riequilibrare gli sbarchi destinati a Ravenna e poi, ad ogni nuovo arrivo, lamentarsi pubblicamente del fatto che la nostra città continui ad essere scelta. Ravenna ha dimostrato negli anni di saper gestire con efficienza gli approdi, grazie al lavoro delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del personale sanitario e delle strutture coinvolte. Ma questa capacità organizzativa non può diventare il motivo per cui Ravenna viene scelta sistematicamente come porto di destinazione. Serve un criterio nazionale realmente equilibrato, che tenga conto del numero degli arrivi già sostenuti da ciascun territorio e della distanza tra il luogo del soccorso e il porto assegnato».

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