RAVENNA. La battaglia del Partito repubblicano per nuove estrazioni di gas in Adriatico riceve una spinta dal caro carburante. Che, come sottolinea il segretario dell’Edera in Emilia-Romagna, e vicesindaco di Ravenna, Eugenio Fusignani, ha raggiunto “livelli insostenibili”, alimentando “una spirale inflattiva che colpisce duramente i bilanci domestici oltre alla tenuta stessa del sistema produttivo”. Problemi strutturali e rincari, ragiona Fusignani, erano “già presenti ben prima del conflitto” in Iran e “restano ancora oggi senza risposa”. Di certo, prosegue, “non possiamo permettere che i costi energetici e dei trasporti zavorrino” il settore turistico regionale”. Per cui serve “un intervento immediato per togliere le accise”. Il governo, continua, “sembra ignorare il peso che il riscaldamento e i trasporti hanno sul quotidiano della gente comune”. Altro insomma che “perdere tempo e risorse preziose su opere inutili e irrespirabili come il Ponte sullo Stretto. Quelle risorse devono essere destinate immediatamente al sostegno dei redditi e delle attività produttive”. Fusignani caldeggia dunque un Piano energetico nazionale “che ancora manca e che deve prevedere la ripresa delle estrazioni in Adriatico per garantire una transizione credibile oltre che sostenibile”. Gli investimenti nelle rinnovabili devono essere “massicci così come è inaccettabile il ritardo cronico sul fronte del nucleare. Resta ormai pochissimo tempo”, conclude.
Ravenna, il vice sindaco: “Altro che ponte sullo Stretto, estrazioni in Adriatico”