Ravenna, il triplo dei bimbi all’asilo. Il comune revoca la convenzione

Almeno tre controlli e altrettante violazioni: quasi il triplo dei bambini previsti, presenze non registrate e pasti preparati in autonomia pur senza poterlo fare per compensare quelli ordinati in eccesso a quanto previsto e quindi non sempre sufficienti. Ecco le contestazioni mosse dal Comune al nido d’infanzia “Bianca e Bernie”, che hanno portato alla risoluzione anticipata della convenzione triennale con la struttura di via Fiume Montone Abbandonato. La decisione vergata dalla dirigente del Servizio Nidi e scuole dell’infanzia arriva a poco più di un mese dalla clamorosa decisione dell’asilo - presa a pochi giorni dalla chiusura della stagione educativa - di ridimensionare il sovraffollamento accogliendo i bimbi a giorni alterni. La determina interrompe l’accordo grazie al quale il Palazzo Merlato poteva contare sulla scuola privata per riservare, fino al 2028, posti da destinare alle graduatorie comunali. Il documento parla di «grave inadempimento degli obblighi», «violazione reiterata» e «pregiudizio nei confronti dell’Amministrazione e delle famiglie».

In contemporanea 60 bambini

La più grave fra le mancanze messe a verbale riguarda la capienza massima di bambini autorizzata. Sulla carta il numero non avrebbe dovuto superare i 23, così come previsto dai parametri stabiliti dalla Regione; invece ce n’erano ben 60 in contemporanea lo scorso 3 giugno, quando gli agenti della Questura e gli operatori del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl sono entrati per un’ispezione. Lo stesso giorno è stata accertata la mancata tenuta del registro giornaliero delle presenze, prerogativa necessaria per l’accreditamento la cui omissione era già stata accertata il mese precedente, costando peraltro al gestore una sanzione amministrativa.

Pasti auto-preparati

Anche per sfamare tutte e 60 le piccole bocche accolte dall’asilo, i gestori si sarebbero mossi dribblando le autorizzazioni. A fronte dei pasti extra ordinati alla Camst, i responsabili della struttura avrebbero anche aggiunto alimenti ritenuti «non compatibili con il regime autorizzativo». In pratica, il servizio di refezione sarebbe stato garantito, ma preparando autonomamente i pasti per fasce di età diverse da quelle per le quali erano state concesse le autorizzazioni.

Numeri per avere il bonus nido

I registri contenenti i numeri ufficiali dei minori dichiarati frequentanti venivano pi trasmessi all’Inps. E proprio dall’Istituto è giunto il 18 giugno il rapporto che contesta incongruenze tra i minori dichiarati frequentanti, i registri ufficiali e la documentazione trasmessa per ottenere il Bonus Asilo nido. A chiudere la lista degli accertamenti ci ha pensato la Commissione tecnica distrettuale, che il 26 giugno ha formulato altre contestazioni per le violazioni del regolamento comunale e altre modifiche organizzative non autorizzate.

Stop alla convenzione

Ridurre la compresenza dei bambini accogliendoli a giorni alterni non è servito. La determina dirigenziale bolla la decisione last minute come una conferma delle violazioni, e sostiene che non possa in alcun modo sanare l’«inadempimento degli obblighi assunti», ritenuto «grave, reiterato e non occasionale». Insomma, proseguire il rapporto è ormai «incompatibile». Questione - puntualizza il documento - di «tutela della sicurezza, qualità educativa e affidabilità del servizio destinato alla prima infanzia». Questo il fronte amministrativo. In parallelo, le irregolarità potrebbero comportarne l’apertura di un secondo, al vaglio della magistratura.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui